REVISONISMO CONTRO LA MAREA NERA Il fascismo ritorna? No, non se ne è mai andato

LO STIVALE ROVESCIATO Milano

Succede che quando il tempo divora la vita, ti aggrappi alla memoria. Alle parole che hai sentito e messo da parte. E’ successo a Cecco Bellosi, un laghée purosangue, come diciamo di quelli del lago di Como. Bellosi (classe 1948, laurea in filosofia), ha vissuto tante vite. Una, la militanza in Potere Operaio, gli è costata l’arresto nel 1980 per attività sovversive. Da vent’anni coordina l’onlus Il Gabbiano: si occupa di persone espulse e ai margini, di detenuti e minori in difficoltà, di tossicodipendenti e malati di Aids. Ha conosciuto personaggi leggendari della lotta partigiana. Come Michele Moretti, nome di battaglia Pietro. Il suo mitra aveva giustiziato Mussolini, a Dongo. Ma a premere ufficialmente il grilletto del Mas francese 7,65 era stato Walter Audisio, “il colonnello Valerio”. Una sera di maggio del 1974, Cecco tornava dalla commemorazione di una battaglia in Val Grosina con Michele, Tom e Abbondio. Tom era stato un coraggioso partigiano di Dongo, aveva combattuto sull’Appennino. Abbondio, ragazzo partigiano di Tremezzo, “pieno di sogni di rivoluzione”, fu costretto, invece, a sobbarcarsi la vita da operaio catramista: l’asfalto gli toglierà la vita. Dunque, quella sera, Tom vuol sapere la verità da Michele su Dongo. Chi ha davvero ucciso il Duce? Moretti gli risponde: “Avrei dato il mio mitra in mano a uno che neanche conoscevo?”. Lui aveva sparato i due colpi fatali. Michele pagò cara la sua lealtà alla “verità” comunista. Esilio in Jugolavia, rientro da operaio: licenziato dalla fabbrica, trova solo lavori precari. Tanti finirono così. Alcuni peggio. Luigi Canali e Giuseppina Tuissi (il capitano Neri che bloccò la colonna di Mussolini e “Gianna”) furono uccisi dai loro compagni comunisti perché sospettati di tradimento: “Avevano vinto con la Resistenza, avevano perso il dopoguerra”, dice Cecco. Ha appena concluso il romanzo “Sotto l’ombra di un bel fiore” (Milieu ed.): il sogno infranto della Resistenza. E l’amara insopportabile scoperta che tutti gli infami sbirri dell’Ovra, la polizia segreta fascista, mantennero il loro posto: “Dicono che il fascismo sta tornando. Non è vero. Non se ne è mai andato”.

Fonte: ilfattoquotidiano.it

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