A OCCHI APERTI. COSA SUCCEDE IN CITTÀ Milano ha perso la sua musica segreta, ora è tutto felpato

LO STIVALE ROVESCIATO Milano

Settimana da brividi. Martedì scorso, gelateria Baci Sottozero di piazzale Siena: la commessa Nadia rifiuta di dare il gelato a Salvini “perché è un razzista”. La cacciano dal lavoro. Nei nomi, il destino. Radio China fm trasmette melodie dell’Impero Celeste dalle antenne della Torre Velasca, è il segno dei tempi, e pure quello del tempo: venerdì scorso il cielo di Milano era così bello, così splendido, così… celeste da farmi pentire d’essere un gran posachiappe e da spingermi a bighellonare per Milano, attraversandola come un turista dei ricordi, in preda a un’euforia inspiegabile. L’aria profumava di primavera, dopo mesi di cupo inverno.

L’Inter celebra i 110 anni di attività con un gigantesco murale dalle parti del Centro Direzionale. Qualcuno l’ha imbrattato di strisce rosse, come sangue che cola dai volti dei giocatori. L’oltraggio con proiettili di uova e vernice. Il 4 aprile, è sera di derby col Milan…

In via Giuseppe Romiti, zona Lambrate, scritta d’antan: “A morte il fascio”. Che era un grido di battaglia, nel Sessantotto e dintorni. Mezzo secolo fa: un gran pezzo di storia, e di storie. Allora, l’Università Statale forgiava assemblee, discussioni politiche. Nell’atrio, tatze-bao, volantinaggi. Autogestione, seminari. Lotte dure e pure. Preparativi febbrili per le manifestazioni. Slogan. Fantasia al potere, anche. La cultura “della misura in cui”: arcipelago che brulicava di idee, proposte, sogni, illusioni. Che talvolta degenerava in violenza: scontri con i “neri”. Con le forze dell’ordine.

Tutto ciò aveva una peculiare colonna sonora. Pure la città. Suoni più ruvidi, rispetto al rumore felpato d’oggi. Più decisi. Più identificabili. Suoni ormai smarriti, caro Enrico. La musica (talvolta segreta) delle strade di Milano è scomparsa, e con lei rischiano di sparire le tracce delle nostre esistenze. Solo la notte, nei quartierini della movida, le voci si alzano. Ma è chiasso. Ben diverso dall’urlo della protesta. Della rivendicazione. Della voglia di cambiare e di gridarlo a tutti. Oggi Milano è muta. E sorda.


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Fonte: ilfattoquotidiano.it

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