Proibito lavorare nel giorno sacro ebraico La “scorta”dei rabbini che vegliano su chi scrive anche durante lo “shabbat ”

Giro d’Italia 2018 Gerusalemme

GERUSALEMME. Mi rifugio in una stanzetta tranquilla. Vuota. M’illudo. Un rabbino con lo streihmel del sabato sul capo - il tradizionale copricapo di pelo degli ebrei chassidici, un colbacco basso e largo per onorare le feste - si avvicina. Apre la Bibbia: “Figliolo, continua a scrivere, anche se è già iniziato lo shabbath”. Sto peccando, ai suoi occhi. Ho dimenticato di santificare il giorno di sabato, come prescrive l’Esodo. Zeev Elkin, il governatore israeliano di Gerusalemme, l’aveva promesso: “Il Giro rispetterà lo shabbath”, quando per gli ebrei ultraortodossi è strettamente vietato circolare in bicicletta. Infatti la crono si è conclusa un’ora prima. Ma i giornalisti del Giro sono dispensati? “Non ti preoccupare, pregheremo per te”. Il popolo di Israele è il battaglione del Re dei Re, la vita religiosa si basa su 613 precetti, comandamenti e divieti. Lo raggiungono una dozzina di devoti dello chassidismo. Così è una celebrazione vera e propria. Per salvarmi l’anima. Prudente, salvo il pezzo sull’Ipad.

Fonte: ilfattoquotidiano.it

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