Buona la prima E' subito duello tra lo sloveno e Squalo Nibali

Giro d’Italia 2019

Clément Guillou, su Le Monde, si è chiesto perché il Giro d’Italia stia diventando più attrattivo del Tour de France. Gli hanno risposto che il Giro è più difficile e meno monotono. Thibaut Pinot, che l’ha corso, ha aggiunto “la semplicità, l’autenticità, la bellezza, la passione”. Le qualità del Giro.

Esibite ieri a Bologna, dove è cominciato il Giro numero 102. Gli organizzatori hanno allestito una cronoscalata breve, double face. Sei chilometri piatti, o quasi, partendo da piazza Maggiore. Gli ultimi due, in salita, sulle micidiali rampe del santuario di San Luca. Con la curva velenosa delle Orfanelle che spacca le gambe, tanto è ripida. Spettacolo.

Coreografia: la fantastica infilata dei bellissimi portici, i più lunghi del mondo. Sedussero Stendhal. Non i corridori. Quei portici, infatti, hanno 666 arcate: il numero del diavolo. E diabolica è stata la tappa. Con la trappola delle Orfanelle: un “muro” che stronca, e che setaccia i concorrenti. Risultato: subito una classifica vera, non banale. Anzi. Ecco perché il Giro piace sempre di più, caro monsieur Guillou.

Ha dominato lo sloveno Primoz Roglic, 29 anni, nel nome un auspicio. Era il favorito. Quest’anno ha già spazzolato il Tour degli Emirati, la Tirreno-Adriatica e il Giro della Romandia. È l’uomo da battere: domina le crono, vola in salita. il primo sloveno a indossare la maglia rosa. Fino a sei anni fa saltava con gli sci. Poi si è rotto. Ora fa saltare gli avversari. Ha battuto Simon Yates, britannico combattivo e indomito, rifilandogli 19’’. Terzo, un ottimo Vincenzo Nibali, a 23’’. Lo Squalo ha più classe. Roglic ha più freschezza. Yates più fantasia. Tom Dumoulin, l’olandese volante ma ieri non troppo, altro favorito dei bookmakers, ha buscato 28’’ da Roglic, come il colombiano Miguel Lopez Moreno. Sono loro gli Avengers del Giro 2019.

Fonte: Il Fatto

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