Hooligan made in Roma Sean Cox, 53 anni, supporter dei Reds, aggredito fuori dallo stadio da un gruppo di italiani. Arrestati due tifosi giallorossi di 21 e 29 anni. Per loro l’accusa è tentato omicidio

RUSSIA FIFA 2018 LIVERPOOL

LIVERPOOL. Nella logica degli hooligans la partita vera è la guerra che si disputa senza quartiere tra tifoserie opposte: violenza e sangue. Gli ultras romanisti sono tra i più turbolenti del campionato italiano, quelli del Liverpool vantano una collaudata tradizione di scontri feroci. E’ un rituale, ormai: la sfida a calci precede (o segue) quella a calcio. Così, mercoledì sera, un’ora prima di Liverpool-Roma, davanti all’Albert Pub dell’Anfield (a pochi passi dalla curva Kop che è il “fortino” degli hooligans Reds), sono cominciati i tafferugli. A fiammate improvvise. Ci sono parecchi video che documentano assalti, fughe, blitz per isolare e bastonare i tifosi rivali. Stavolta la battaglia rischia di trasformarsi in tragedia: un tifoso irlandese del Liverpool è finito in coma, con gravi danni cerebrali. La polizia inglese ha arrestato due ultras romanisti: si chiamano Filippo Lombardi, 21 anni e Daniele Sciusco di 29. Sono stati individuati dagli agenti della Digos italiana che hanno viaggiato insieme alla tifoseria romanista, una prassi imposta dall’Uefa per arginare la violenza attorno e negli stadi: la prevenzione, come si vede, non è che funzioni bene. I due italiani sono accusati di tentato omicidio. Per ora.

La vita di Sean Cox, infatti, è appesa ad un filo: l’uomo è stato aggredito da un mucchio selvaggio di delinquenti della curva romanista. Lo hanno colpito ripetutamente con bastoni e cinghie borchiate di metallo, massacrandolo di botte. Ha battuto violentemente la testa a terra e ha riportato un gravissimo trauma cranico: è stato ricoverato “in condizioni critiche” al centro neurologico di Walton. La moglie di Cox ha detto che erano in tredici, nei video di sorveglianza sembrano almeno una ventina. In un breve quanto sconcertante filmato che circola su YouTube si scorge un tifoso armato di martello, ma non è chiaro a quale tifoseria appartenga.

Altro che festa del football e vetrina del calcio: il bilancio della prima semifinale di andata della Coppa dei Campioni è drammatico, sotto ogni punto di vista. Compreso quello sportivo: la Roma è stata punita sul campo da una goleada dal Liverpool (5-2) e verrà punita duramente per quello che è successo fuori dal campo: “Il nostro pensiero ora è rivolto alla vittima e alla sua famiglia - fa infatti sapere l’Uefa - gli autori di questo attacco ignobile non hanno posto nel mondo del calcio e confidiamo che saranno trattati con la massima severità”. Come minimo, squalifica dell’Olimpico. E forse anche messa al bando dalle competizioni europee il prossimo anno. Il rischio, ora, è la partita di ritorno, con 5mila tifosi inglesi in arrivo a Roma. Si temono vendette. Sarà una partita blindata. Dove sperare in due miracoli: la Roma che ripete l’impresa contro il Barcellona e nessun incidente sugli spalti o in città. In attesa che la federazione del calcio europeo riceva “i referti completi di quanto avvenuto prima di decidere sui possibili provvedimenti disciplinari”.

Naturalmente la Roma, in quanto società, ha condannato “con la massima fermezza” il comportamento “aberrante di una piccola minoranza dei sostenitori giallorossi che ad Anfield ha fatto vergognare il club e la stragrande maggioranza dei sostenitori giallorossi per bene (...) Nel calcio non c’è posto per questo tipo di comportamento vile, il club sta collaborando con il Liverpool, l’Uefa e le autorità”. Parole, purtroppo. La piaga della violenza legata ai gruppi estremisti degli ultras, a loro volta per la maggior parte connessi con gruppi radicali di destra e con ambienti malavitosi, sta corrodendo l’ambiente ed allontanando il pubblico dagli stadi. Una guerriglia dalle mille implicazioni: racket dei biglietti, interessi sul merchandising, ricatti alle stesse società (il processo che ha visto coinvolto la Juve lo racconta). Inoltre, sullo sfondo degli scontri di Liverpool incombono i Mondiali in Russia. Come incombono pure i timori che la violenza hooligana - già annunciata dalla truculenta sfida delle tifoserie russe unite lanciata contro quella britannica - possa degenerare, come successe a Marsiglia durante gli Europei del 2016, e provocare incidenti a livello diplomatico, poiché la situazione tra Russia e Gran Bretagna è assai tesa, dopo il caso del gas nervino usato contro la spia russa doppiogiochista Sergej Skripal e sua figlia. Gli scontri di mercoledì sera a Liverpool sono un avvertimento? L’Italia è assente. Ma forse gli ultras romanisti hanno voluto dimostrare da che parte stanno, aggredendo i tifosi del Liverpool. In sintonìa con le simpatie verso Putin della destra nostrana.

Fonte: ilfattoquotidiano.it

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