“Celle in standard europeo: così niente brutte figure” Il blogger Navalny scarcerato ieri: “Hanno rifatto anche le prigioni per ospitare gli Hooligans. E nel menù c’è pure il tiramisù”

RUSSIA FIFA 2018

MOSCA. Fanno sapere a Mosca: gli oppositori sono andati in vacanza. Sotto l’Urss, significava che i dissidenti erano stati spediti nei gulag, o peggio, sottoterra. Oggi, è solo un avvertimento. E’ meglio che gli oppositori stiano tranquilli, durante il Mondiale di calcio. Dalla galera è uscito ieri il leader dell’opposizione Aleksei Navalny: ha scontato 30 giorni di carcere amministrativo per aver organizzato una manifestazione non autorizzata. Non è la prima volta, non sarà l’ultima. Il tempo di tornare a casa e subito Navalny ha ricominciato a scrivere sul suo blog (e su Instagram). Con ironìa, racconta che le autorità hanno appena rimesso a nuovo la prigione, secondo gli standard euroremont (gli standard abitativi europei, molto in voga): “Si aspettano ospiti stranieri”, prevedono cioè di arrestare “parecchi tifosi, soprattutto inglesi, e quindi non vogliono fare brutta figura”.

La descrizione di Navalny è minuziosa: “Hanno ridipinto le grate. Hanno sistemato water closet al posto dei buchi nel pavimento. In cortile ora c’è un campetto di calcio con le porte, hanno distribuito i palloni. L’alimentazione è meglio che al ristorante. C’è persino un cameriere. Uno studente della scuola di polizia passa e distribuisce il menu. Come in aereo, si può scegliere tra due opzioni. Ho segnato il mio ultimo pranzo. Antipasto: insalata di patate oppure un pasticcio di verze. Zuppa: kharcio (zuppa di carne di montone del Caucaso, ndr.) oppure borsch (zuppa di verdure e carne ucraina). Piatto principale: plov (risotto uzbeko di carne verdure), oppure spiedino di carne (di maiale, ma per motivi religiosi si può chiedere kosher o halal). Dolce: tiramisu o pasticcino con le ciliege. Da bere: acqua, succo di mirtillo o birra non alcolica, prodotta non in Russia. Poiché il personale della prigione non sa l’inglese, sono state coinvolte delle stagiste (studentesse dell’università di lingue straniere Moris Teresa, che prepara la classe amministrativa specializzata in affari internazionali, ndr.). Le ragazze indossano una divisa, simile a quella dei poliziotti e degli assistenti di volo. Poiché per ora mancano gli stranieri, le studentesse si annoiano, chiedono di fare arresti di massa, così possono addestrarsi meglio”.

Nelle celle, informa Navalny, hanno installato gli schermi piatti, per far vedere il Mondiale ai carcerati. Per chi esce di prigione c’è persino un regalo, un libro con le leggi russe e un domino (o Backgammon) col logo di Russia 2018: “Io ho scelto il Backgammon”, ha concluso Navalny, “anticipando il vostro entusiasmo in stile anche io voglio essere arrestato, faccio notare che il numero di posti in carcere è limitato: se intendete infrangere le normative, affrettatevi. Dopo il campionato, la carrozza dorata ritornerà ad essere una zucca”.

In realtà, ricorda Denis Bilunov, uno dei più noti oppoisitori, “la voce dei dissidenti si sente solo in circoli ristretti, ormai”. Qualcuno si ribella al silenzio imposto. Il popolare scrittore satirico Victor Shenderovich - grande tifoso che ogni quattro anni dimentica tutto - è furibondo: “Che vada all’inferno questo campionato, un’altra festa che Putin vuol sfruttare, mentre sta morendo in galera un prigioniero politico innocente”. Oleg Sentsov, regista e scrittore ucraino, accusato d’aver preparato atti di sabotaggio in Crimea e condannato a 20 anni, sta attuando lo sciopero della fame. Il Parlamento europeo, poche ore prima dell’inaugurazione del Mondiale, ha adottato una risoluzione (485 sì, 76 no, 66 astenuti) in cui si chiede alla Russia di rilasciare “immediatamente ed incondizionatamente Sentsov e tutti gli altri ucraini detenuti illegalmente”.


UPDATE: Il leader degli oppositori russi (ma lo è ancora?) Alexei Navalny ci avrebbe preso tutti per il bavero. Uscendo di prigione, ieri, ha dichiarato ai giornalisti che lo aspettavano fuori di galera che dentro il carcere era stato rimesso a nuovo ed ha specificato in che maniera. Inoltre lo ha confermato sul suo blog e su Instagram. Poi, a cena con gli amici, avrebbe rivelato che si è trattato di uno scherzo. La cosa puzza non poco di trappola. Intanto, lo si è saputo soltanto da poco: come mai non prima, per esempio stamattina? La notizia della non-notizia circola sui social: chi l'ha diffusa?

Il messaggio veicolato è chiaro, beffardo: Navalny si è comportato da truffatore, per svelare che le sue dichiarazioni - hanno fatto il giro del mondo - erano solo una burla. Ora, se è questa la verità, si è comportato da furfante, dando in qualche modo ragione a Putin, che lo ha sempre perseguitato. Se invece è una bugia, tanto per dileggiare i media, dimostra solo d'essere stupido, e autolesionista: ragionevolmente perché credere alle sue parole? Se ha mentito sulla galera, a maggior ragione quel che svela sui soldi e le ville di Medvedev o sulla corruzione degli uomini al potere potrebbe essere falso. Non credo quindi che Navalny abbia rivelato di aver fatto uno scherzo. Mi affido alla logica e alla deduzione: tutto questo non avrebbe senso. In un caso o nell'altro il discredito colpisce solo Navalny, mentre i media hanno riportato quel che lui ha detto (dal carcere c'era stato un secco no comment) e poi ha anche scritto.

Ormai siamo alla tossicità totale dell'informazione, che in Russia, patria della disinformazione, è diventata scienza, materia perfezionata ai massimi livelli nei dipartimenti del Kgb e dell'Fsb, suo erede. Qualcuno potrebbe accomunare Navalny al discusso e discutibile caso Babchenko, il giornalista che a Kiev pochi giorni fa ha finto (d'accordo coi servizi ucraini) la propria morte per smascherare una spia di Mosca. Qualcun altro potrebbe allargare le braccia sconsolatamente e dire: questo dimostra come siamo ormai ingannati dalle fake news. Sbagliando: perché si dovrebbe dire come ci sia sempre qualcuno in agguato che cerca di spacciare disinformacija. Universale sistema per ingannare e denigrare.

Fonte: ilfattoquotidiano.it

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