“Ora vi svelo a chi (e perché) fa così paura Papa Francesco” LUIGI BETTAZZI 92 anni, ha partecipato anche al Concilio Vaticano II “Sono molte le resistenze contro le riforme. Ma ormai il processo è avviato”

Chiesa Milano

Roma, 16 novembre del 1965, tre settimane prima della fine del Concilio Vaticano II. La figura di Giovanni XXIII va oltre il magistero del pontificato: incarna la bontà, la semplicità. La contemporaneità. Papa Roncalli vuole che la Chiesa esca dall’immobilismo nel quale si è impantanata. E che diventi una Chiesa aperta al mondo, a tutti gli “uomini di buona volontà”. Quarantadue vescovi sentono di dover agire seguendo la traccia suggerita dal “papa buono”. Si riuniscono segretamente nelle catacombe di Domitilla e firmano un documento: il Patto delle Catacombe (nel tempo i sottoscrittori sono diventati 500). Si impegnano a condurre una vita sobria, rinunciano ai lussi, ai segni del potere, ai privilegi per dedicarsi ad una Chiesa povera e per i poveri. La Chiesa auspicata oggi da papa Francesco.

Tra quei 42 vescovi di cinquant’anni fa c’era monsignor Luigi Bettazzi. Aveva partecipato ai lavori del Concilio a fianco del cardinale Giacomo Lercaro, arcivescovo di Bologna, l’esponente di maggior rilievo della corrente dei progressisti che fu clamorosamente rimosso da Paolo VI il 12 febbraio 1968 per un’omelia pacifista contro i bombardamenti Usa in Vietnam. Bettazzi è stato vescovo di Ivrea per oltre trent’anni, sino al 1999. Divenne noto per le sue posizioni liberali, per il carteggio con Enrico Berlinguer e per avere detto in un’intervista che Cristo era socialista. Se gli operai erano in sciopero, lui gli stava al fianco, per la difesa dei loro diritti. Ha presieduto Pax Christi e non si è mai stancato di denunciare “il tradimento” del Concilio Vaticano II.

Almeno sino a quando non è stato eletto Francesco.

“Papa Bergoglio insiste sulla Chiesa dei poveri, quella della Pacem in terris dell’enciclica di Giovanni XXIII. Una Chiesa che non deve calare dall’alto. Una Chiesa vicina all’umanità che insegni a vivere insieme, a non essere egoisti, individualisti e prepotenti, a praticare la solidarietà. Sta dalla parte di chi è in difficoltà: cioè la maggioranza dell’umanità. Chiede coerenza con il Vangelo. Ricorda che il compito della gerarchia è essere al servizio, perché questo vuol dire ministero, e che bisogna smetterla con l’ossessione del potere”

Non solo potere. Il Papa, a Firenze, martedì 10 novembre ha detto: “Dio ci salvi dal denaro”

“Sul denaro, Bergoglio è molto chiaro: quando metti mano nei soldi rischi di venire preso dal desiderio di averne sempre di più, sia pure a fine di bene. Ma il fine non giustifica i mezzi. La tentazione può anche portare l’essere umano a far soldi per vantaggio personale, come purtroppo stiamo vedendo con gli scandali che stanno saltando fuori in questi giorni”.

Sono usciti due libri che svelano retroscena inquietanti sulle finanze del Vaticano, grazie a molti documenti interni della Santa Sede, da cui saltano fuori anche dettagli sui lussi dei cardinali. Gli autori sono ora indagati...

“Andare a comprare delle notizie da chi non le deve dare può intralciare il lavoro che si sta facendo in Vaticano per le riforme che Bergoglio intende portare avanti. Anzi, il papa ha detto che le cose saltate fuori lui e i suoi collaboratori le conoscevano bene...”.

Le ha confermate, dunque...

“La questione è più delicata. Chiaro che a ripulire salta fuori lo sporco”.

Il caso di Lady Curia, al secolo Francesca Chaouqui, professione pierre e il monsignore Lucio Angel Vallejo Balda, componenti della Commissione di studio sulle attività economiche e amministrative, organismo che ha voluto lo stesso Bertoglio per analizzare la situazione patrimoniale e la gestione della Santa Sede.

“C’è stata una leggerezza, capita. Al Papa non sarà parso vero coinvolgere una donna - finalmente - in una Commissione vaticana di questo livello. E al monsignore spagnolo non sarà parso vero che lì dentro ci fosse un’amica. Nel senso di alleata, intendo. Non è lo scandalo che preoccupa il pontefice. Il rimprovero del papa mi è sembrato più rivolto a chi sta sabotando questo lavoro...”.

Cioè?

“Ha detto: nonostante le fughe di documenti, non mi fermeranno”.

A chi potrebbe riferirsi?

“Sono molte le resistenze, all’interno della Chiesa, contro le riforme annunciate e in parte avviate da Bergoglio. Ma ormai il processo è avviato, Bergoglio ne parla quasi ogni giorno, così anche chi è contrario non può più opporvisi apertamente. Si utilizzano altri strumenti. Altri modi per fare pressione. Per criticare. Per scompigliare le carte. Penso per esempio a quel prete che alla vigilia del Sinodo sulla famiglia fa outing. Come mai sceglie proprio il giorno prima che inizi il Sinodo, da quindici anni stava facendo carriera in curia, non potevano non sapere che vita conduceva...forse ha voluto anticipare la sua confessione. E subito si sono scatenate le polemiche. Penso ai libri: l’anno scorso ne è uscito uno firmato da cinque cardinali, quest’anno i cardinali che dicono che non si possono fare cambiamenti sono stati nove...”.

Ha coraggio, comunque, Bergoglio...

“Certo. Papa Giovanni XXIII aprì la Chiesa al mondo. Papa Francesco la porta nel mondo. Tanto per capire, prima di papa Roncalli era peccato mortale entrare nelle chiese dei protestanti... La riforma è la parola chiave del pontificato di Francesco. Il cristianesimo umile. Papa di una Chiesa che esce. Preferisce una Chiesa ferita, piuttosto che una Chiesa chiusa”.

I cambiamenti sono sempre traumatici...

“Il non cambiare mai è pericoloso. Se io sono ancora vivo è perché sono più di novant’anni che cambio...Si può restare se stessi, ma sviluppandosi in sintonia con l’evoluzione del mondo, con le attese degli uomini di oggi, con il linguaggio degli uomini d’oggi”.

Una Chiesa in fermento.

“Anche se è anziano, ha deciso che il suo compito è di completare le riforme, di non lasciare le cose a metà, perché sente che questa è la volontà del Signore. E’ molto determinato e ha tanto discernimento, tipiche virtù dei gesuiti, il suo ordine. Dai salesiani, presso i quali ha avuto le sue prime esperienze, ha invece assimilato chiarezza e franchezza. I salesiani sono molto popolari. Bergoglio ha vissuto in mezzo alla gente più semplice, ai poveri che sono più disponibili ed è questa esperienza a guidarlo. Quando stava a Buenos Aires utilizzava la metropolitana per spostarsi, andava sempre nelle sterminate periferie della città. E’ conscio che nel 2050 il 60 per cento della popolazione mondiale vivrà nelle periferie della metropoli. O capiamo questa gente oppure la Chiesa chiude i battenti”.

In tutto ciò, è importante il ruolo della comunicazione.

“Indubbiamente. Il papa dice: dobbiamo essere chiari e trasparenti. Senza aver paura. Male non fare, paura non avere. Se nascondi, allora vuol dire che qualcosa non funziona come dovrebbe. Nel mio ultimo libro Quale Chiesa, quale Papa? scrivo che per una Chiesa che vuol essere aperta, ci vuole un Papa aperto. Che non ha timore di far pulizia. La corruzione è la sistemazione della realtà a proprio interesse. Combatterla comporta dei prezzi enormi. Quel vescovo tedesco che viveva in un castello...Bergoglio sa che queste cose sono controproducenti, a livello d’informazione, e sa che bisogna intervenire subito, senza mezzi termini. Una volta, chi sbagliava veniva relegato in parrocchie remotissime, e magari continuava a far danni...nessuno lo sapeva, restava una notizia circoscritta alle strutture ecclesiastiche. Oggi è impossibile, l’informazione circola. Come quella sulla pedofilia. Verrebbe da dire: grazie a Dio. Oggi, in un mondo tanto iper-informato, si è obbligati a una maggiore coerenza. Per un verso è bene. Per l’altro, purtroppo, la conoscenza di tanti cattivi esempi può far dire: se la Chiesa è così al vertice, allora...”.

E‘ la sfida di papa Francesco.

“Una delle tante. Anche oggi abbiamo la nostra razione di indegnità, quell’abate benedettino che faceva i suoi affari...lui è consapevole che c’è l’umanità all’interno del clero però spinge affinché la Chiesa si rinnovi al suo interno. Non siamo infallibili, anzi, come disse quella madre superiore, siamo tutti uomini...Per questo Bergoglio invoca la più grande trasparenza, per questo insiste sulla Chiesa dei poveri, che sono la maggioranza del mondo; sulla Chiesa il cui Vangelo aiuta anche chi non fa parte del cristianesimo. Ed è per questo che in certi ambienti si guarda con sospetto il Papa perché critica il loro modo di esercitare l’economia e la politica”.

p.s. off record. “Quando esce quest’articolo mi metterà nei guai...non mi faranno più cardinale...”
Ma tra pochi giorni, il 26 novembre, compirà 92 anni...
“E con questo? Loris Capovilla l’hanno fatto cardinale a 98 anni, adesso ha più di cent’anni...”.

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