Woody Allen

Storie

Successe a Manhattan, ai primi di settembre del 1996. Stavo camminando con mio figlio Stefano lungo il marciapiede ovest di Madison avenue quando all’incrocio con la 57esima andai a sbattere contro una persona che stava arrivando da sinistra. Temetti fosse un ladruncolo. Invece lo riconobbi subito. Era Woody Allen. Gli stava al fianco una ragazza asiatica che non aprì bocca, mentre lui si scusò, disse che aveva fretta, che quando accelerava il passo guardava per terra per vedere dove metteva i piedi, “c’è sempre una buca pronta ad inghiottirti”. Per questo non si era accorto di noi: “E poi lei ha ragione, veniva da destra. Non ho rispettato la precedenza”. Sistemò gli occhiali sul naso, prese la mano della ragazza, bofonchiò frettolosamente in italiano: “Ciao!” e riprese a camminare veloce.

La ragazza era Soon-Yi. La figlia adottiva di Mia Farrow, l’ex compagna di Woody Allen. Protagonista di uno scandalo che arroventò i gossip di mezzo mondo. E che nell’anno di grazia 1992 divise l’opinione pubblica non solo americana, ma soprattutto europea: era stato o no un incesto? Non è vergognoso che un uomo di 57 anni si fosse messo con una ragazza di ventidue? O ventuno. O venti, persino diciannove: Soon-Yi era nata in Corea, ma la data di nascita fluttuava come la lira e la sterlina che quell’anno vennero investite da uno tsunami monetario. Insomma, l’età della rivale figliastra dipendeva dagli umori rabbiosi della tradita Mia, che l’aveva adottata insieme all’ex marito André Previn nel 1978, un anno prima che si lasciassero. Fu il 13 gennaio del 1992 che Mia, sempre più sospettosa, mentre frugava nei cassetti di Allen, scovò alcune Polaroid che ritraevano nuda la figliastra.

“Quel giorno fu il giorno del destino. Mia scoprì le foto e perse la testa”, disse Woody un anno dopo, durante il processo, nella corte suprema di Manhattan, nell’impossibile mission di convincere il giudice Elliot Wilk di concedergli almeno il diritto di rivedere la figlia Dylan dopo sette mesi di lontananza. Quella figlia che con la madre l’aveva accusato di molestie. Una furia selvaggia, Mia, che pure noi conosciamo per quel suo visino di donna introversa, timida, timorosa, urlò “Hai stuprato la mia piccola bambina. Cominciò a piangere”. La Farrow, che è in aula, annotano i cronisti, scoppia in lacrime. Allen proseguì, sempre più in parte, come stesse recitando: “Mia era rabbiosa. Non pareva più se stessa. Allora le dissi: voglio sposare Soon-Yi. Cercai di farla ragionare. Inutile. Nei giorni successivi, ne combinò di tutti i colori. Tagliò via la mia testa da tutte le foto di famiglia. Promise di ammazzarmi. Una volta lasciò un biglietto sul davanzale della finestra: ‘Mi sono buttata giù per quello che hai fatto ai miei bambini’. Telefonava minacciosa di notte decine di volte. Sentivo in sottofondo la voce dei bambini. La imploravo, smettila di fare queste scenate davanti ai figli. Invano”. Per lasciare intendere come il rapporto con Mia fosse deteriorato, Woody confessa: “Non abbiamo avuto rapporti sessuali negli ultimi cinque anni. E prima, a parte il sesso, non avevamo nulla in comune se non i figli”.

Non c’era settimana che i rotocalchi non ci deliziassero dei dettagli di questa feroce e imbarazzante contesa. Purtroppo erano i giorni tremendi degli attentati a Giovanni Falcone, il 23 maggio, e a Paolo Borsellino 57 giorni dopo. Erano i mesi di Tangentopoli. Dell’assedio a Sarajevo, cominciato il 6 aprile. Di un’Italietta che traballava sotto la spinta di Mani Pulite...Nei cinema era uscito l’ultimo film di Allen, Mariti e mogli, con Mia che interpretava la parte della moglie, e Woody che interpreta un professore universitario invaghito di una studentessa assai brillante, e molto carina, autrice di un saggio scolastico intitolato “il sesso orale e l’era della decostruzione”. Andammo a vederlo con lo spirito dei pettegoli, per cercare di capire le allusioni alla crisi tra i due, e il film - francamente noioso, l’ho rivisto apposta mercoledì sera - è una miniera di battute rivelatrici. Tutto ruota attorno a due coppie di maturi coniugi (una è quella tra Mia e Woody). Una delle due coppie (Sydney Pollack e Judy Davis) si separa. Ma alla fine si riconcilia, mentre l’altra si separa. La rottura degli amici suscita l’apprensione di Allena: “Rompere è pazzesco...avete anche i bambini”. Già, i bambini. Mia ne adotta a go-go, Allen non ne può più. Sia nel film che nella realtà: “Lei vive interamente di bambini e animali. Io vivo soltanto dall’altra parte del Central Park. Non posso star lì a cambiare pannolini e aspettare che succeda qualcosa di orribile”, dice di Mia. La storia con Soon comincia a Natale del 1991, lei era a casa dal college per le vacanze. La versione di Woody e di Soon è questa: “Lei voleva fare la modella, mi chiese di scattare alcune foto senza vestiti con una Polaroid”. Il sedere al vento di Soon fece imbufalire Mia. Lui non pensava che il rapporto con la coreana fosse una cosa troppo seria: “Ero convinto che rimanesse una cosa segreta tra me e lei. Pensare che è successo tutto così presto, in meno di due settimane. Ma in lei non vedevo la sorella dei miei figli (uno biologico con Mia, gli altri adottati, ndr.). No, ci vedevo una donna capace di intendere e volere”.

In Mariti e figli Mia chiede ad Allena: “Tu non nascondi niente a me?”. Lui nega. lei incalza: Desideri, sentimenti, insoddisfazione...io sono fredda a letto?”.

“No...”

“Però sono inibita, è vero?”

“Pensi che noi potremmo separarci?”

“Ma che razza di domande! Io non l’ho in programma...”. E ancora: “Provi attrazione per me? Sei mai stato attratto da altre donne? Anche da tutte le ragazze che hai ai tuoi corsi, che sono così creative e penetranti, io sono sicura che che ti adorano senza condizione...”

“Posso dirti che loro non vogliono un vecchio...”

“Io credo che un vecchio abbia molte più probabilità di una vecchia”

“Allora siamo inchiodati l’uno all’altra”.

Balle. Sta in questo dialogo la traccia dell’odio tra i due. Woody ha paura dell’anagrafe. Come tutti, soprattutto i maschi. Dice: “Sono decisamente contrario alla vecchiaia. Penso non la si debba raccomandare a nessuno”. Mia non sopporta d’essere soppiantata per una più giovane, una che considera - l’ha detto - instabile, non molto intelligente, “afflitta da disordine di apprendimento”, talmente diffidente che da bambina quando si avvicinava un uomo soffiava come una tigre pronta a balzargli addosso. Tra Soon e il regista c’erano almeno 35 anni di differenza: come se il mondo non fosse pieno di queste coppie così sfasate. Ricordo che qualcuno tirò fuori la Bibbia, citando i vecchioni e Susanna al bagno...Io parteggiavo per il regista, fin da quando aveva coniato il formidabile aforisma “ho sempre sognato di essere il collant di Ursula Andress”. Non aveva confessato una volta di essere stato “sempre un po’ folle con le donne”? Il cuore vuole ciò che vuole, spiegò Woody a chi gli chiese perché l’aveva fatto.

Quasi tutte le donne che conoscevo, invece, solidarizzavano con Mia. La quale divenne una erinni incontenibile e vendicativa: ogni volta, aumentava il calibro del colpo che sparava addosso all’ex compagno di vita e di lavoro (con Allen la Farrow ha girato dieci film in dodici anni) sino ad accusarlo pubblicamente di turpitudini nei confronti della figlia adottiva Dylan, lo trascinò in tribunale, lo sputtanò in un’autobiografia, lo svergognò ogni volta che poteva. I panni sporchi della coppia divennero materia di inchieste giornalistiche, di dibattiti in tv, di interviste clamorose, di falsi scoop, di accesi confronti tra paladini della morale e difensori della libertà. Non mancarono le rivalse nei confronti dell’attore impegnato, vincitore di quattro Oscar, dell’intellettuale dotato di un grosso quoziente d’intelligenza e di un altrettanto raffinato humour che resterà nella storia del cinema. Con un’unica, grandiosa debolezza: le donne. Seduttore, lui brutto ed impacciato, capace di conquistarle con la forza cerebrale e il cinismo mitigato dalla timidezza: “Io molestatore di mia figlia? Impensabile, inconcepibile, disgustoso e senza attrattiva”. Una storia infinita, capitoli che si aggiungono anno dopo anno. Woody ha sposato Soon a Venezia, il 23 dicembre del 1997. Con lei ha adottato due bimbi di origine coreana. Li ha chiamati coi nomi di due grandi jazzisti, Bechet (Sydney) e Manzie (Johnson). Soon si è laureata e fa la mamma in un appartamento del West Side Manhattan. Le accuse di molestie sessuali sono cadute, ma il giudice non ha dato il permesso di rivedere il figlio biologico Satchel, e i due figli adottivi Dylan e Moses. Un disastro. Talvolta la vita non imita l’arte, ma la cattiva televisione. Ipse dixit.

Fonte: ilfattoquotidiano.it

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