Sms e selfie tra la folla le ultime ore di Mohamed Gesto di sfida Bouhlel ritirò tutti i soldi dalla banca e si sarebbe fotografato sulla Promenade prima di agire

Strage di Nizza Nizza

NIZZA. La moglie di Mohamed Lahouaiej Bouhlel è stata rilasciata ieri mattina, dopo 48 ore di detenzione provvisoria. Nel frattempo è stata fermata un’altra persona, il suo nome è tra quelli conservati nella rubrica del cellulare che è stato recuperato dentro la cabina del camion frigorifero. Tra gli arrestati, una coppia di albanesi, l’uomo ha 38 anni e avrebbe fornito la pistola calibro 7,65 a Bouhlel. Non avrebbe a che fare con ambienti islamici radicalizzati, bensì con quelli della criminalità. Mentre si cerca di identificare chi potrebbe avere “radicalizzato” Mohamed, l’avvocato Jean-Yves Garino ha rivelato che sua moglie, coi tre figli, voleva vedere i fuochi artificiali, quella sera, ma poi aveva cambiato idea: “L’hanno tenuta due giorni in isolamento. Non si è resa conto di quel che succedeva fuori. Si è sentita sprofondare per l’atto commesso dal padre dei suoi tre figli. Più volte è stata picchiata da lui, violentata e molestata. Il divorzio era in corso. Aveva persino picchiato la suocera. Ci sono le denunce. Come poteva sapere se Mohamed si era radicalizzato? Non viveva più con lui, lo incrociava solo quando veniva a vedere i figli in un giardino pubblico”.

Di certo si sa che Mohamed aveva puntigliosamente pianificato l’attentato. Il 4 luglio aveva prenotato il noleggio del camion. L’11 luglio l’aveva ritirato. Il 12 e il 13 luglio ha percorso la Promenade. Ha fatto tutto da solo? Oggi la Francia dedica alle 84 vittime un minuto di silenzio nazionale. Ma è in programma anche un nuovo consiglio di difesa e di sicurezza per fare il punto sull’attentato, e sarà un summit avvelenato dalle polemiche, perché il governo è bersagliato dalle critiche sulla inetta gestione antiterrorista. Così, i ranghi degli inquirenti si sono ulteriormente infittiti: ora sono stati mobilitati ben 200 poliziotti per “identificare l’insieme dei destinatari” dei messaggi sms e scovare qualche possibile complice. In uno dei messaggi vi è allegata la foto di Mohamed “al volante del camion tra l’11 e il 14 luglio”. In un altro sms, Bouhlel “evoca la fornitura di altre armi”. E tuttavia, a sentire vicini di casa e conoscenti, più che un soldato dello Stato Islamico, Mohamed era un frimeur (un contaballe) e un draguer (donnaiolo). Comunque, secondo il Journal de Dimanche, una settimana prima di seminare la morte sulla Promenade des Anglais, avrebbe ritirato tutto il denaro depositato sul suo conto bancario e si sarebbe liberato dell’auto, mentre secondo Nice Matin tra gli ultimi movimenti bancari figura un acquisto on line di 24 Euro con la voce “Islam”, ma non collegato ad alcuna pagina web. Mentre degli 80mila Euro che sarebbero stati regalati al fratello in Tunisia non vi è traccia. Ma poche ore prima della mattanza, avrebbe inviato a Jabeur, un altro fratello residente a Nizza, un selfie che lo ritrae in mezzo alla folla che festeggiava la presa della Bastiglia, “pareva molto allegro e rideva tanto”. L’ha detto alla Reuters, ma all’agenzia non hanno visto la foto perché Jabeur non ha voluto condividerla.

Fonte: ilfattoquotidiano.it

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