“Io non sono Charlie”. Momo, gli sms pro-jihad

Strage di Nizza Nizza

NIZZA. Con lo smartphone avevano programmato la strage del 14 luglio. Lo smartphone di Mohamed Lahouaiej Bouhlel, il killer della Promenade des Anglais) li ha smascherati. Il 4 aprile 2016 Chokri C., nato nel 1979 in Tunisia, senza precedenti penali, invia a Bouhlel un messaggio tramite Facebook: “Carica il camion, mettici dentro 2000 tonnellate di ferro e taglia i freni, amico mio, e io guardo”. Lo scrive tre mesi e dieci giorni prima dell’attentato. Dimostra il carattere premeditato del “passaggio all’atto di Bouhlel”, spiega François Molins, il procuratore capo di Parigi che guida l’inchiesta.

Nello smartphone di Bouhlel c’è una foto, scattata poche ore prima della carneficina: mostra un foglio manoscritto sul quale sono appuntati 10 numeri di telefono. Tre di Ramzi A, il ventiduenne che ha dato la pistola 7,65 a Mohamed. Cinque di Chokri. Alle 22 e 27 del 14 luglio Bouhlel invia due sms a Ramzi, ringraziandolo per l’arma fornita. Nel giro di un anno Bouhlel e Mohammed Oualid G., nato in Tunisia nel 1976, di nazionalità franco-tunisina, anche lui incensurato, si sono contattati più di mille volte. Sempre costui ha telefonato più di 150 volte Chokri C. tra il 2015 e il 2016. Prima ancora, il 10 gennaio del 2015, cioè tre giorni dopo l’attacco alla redazione di Charlie Hebdo, lo stesso Oualid G. ha inviato questo sms a Bouhlel: “Io non sono Charlie...io sono contento, hanno portato i soldati d’Allah per finire il lavoro”. Altri indizi della premeditazione: foto dei fuochi artificiali di Nizza del 2015; il 9 gennaio 2016, memorizza l’immagine di un articolo Internet su un episodio successo nel XVIII arrondissement di Parigi: “L’uomo ucciso davanti al commissariato di Barbès era tunisino”. Da una rivista fotografa un articolo: “Captagon: la pozione magica dei combattenti”. La droga utilizzata dagli jihadisti prima di commettere attacchi terroristici. Non solo premeditazione. Anche complicità: le rivela l’sms inviato da Mohamed a Ramzi, Mohamed Oualid G. e Chokri C. il 4 luglio, “Ada”. Voleva avvertire che aveva finalmente riservato il nolo del camion presso la società Ada di St.Laurent-du-Var. Infine, la videosorveglianza di Nizza indica che Chokri stava nel camion con Mohamed tre ore prima dell’attentato. Le immagini che Molins ha chiesto di cancellare (27mila ore registrate da sei telecamere della Promenade, compresi i minuti terribili dell’attentato). Ma la municipalità di Nizza non le distruggerà. Ed ingaggerà battaglia legale.

Fonte: ilfattoquotidiano.it

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