Francia e Germania, cuore impaurito d’Europa

Terrorismo

Si domandano i francesi, scioccati dopo le mattanze di Nizza e di Saint-Etienne-du-Rouvray: ma abbiamo veramente rappresentanti politici all’altezza del loro compito?

Si chiedono i tedeschi, traumatizzati dai tre attacchi terroristici subiti in una settimana: ma che ci sta succedendo? Non ci avevano promesso che noi, a differenza dei francesi e dei belgi, eravamo al sicuro, che saremmo stati garantiti dalla nostra società pluralista? Angela Merkel è ancora adeguata al ruolo che ricopre?

Apriamo attentamente gli occhi. Guardiamo in faccia la realtà della nuova geopolitica europea, dopo il 23 giugno, dopo cioè Brexit. Non fossilizziamoci su terrorismo e democrazia. Scopriamo che non è più solo una malattia italiana la ristrutturazione del sistema politico, l’irruzione dell’antipolitica, l’anarchia e l’imprevedibilità del voto, e il corollario di scandali, corruzione, menzogne di Stato: il virus sta contagiando francesi e tedeschi, i loro governi sono sempre meno granitici, più sensibili alle spallate delle opposizioni, alle imboscate di alleati non molto affidabili, agli agguati insomma di quello che gli analisti hanno battezzato il Grande Caos, in cui confluiscono Brexit e terrorismo, Trump e ascesa dei populisti, migranti e nuovi protezionismi, sicurezza e stato d’emergenza.

Eh, sì. Parigi barcolla. Berlino sussulta. Insieme, vorrebbero recitare la parte dei Leader Maximi ma non riescono più a guidare un’Unione disunita, meno ligia ai principii etici fondanti, strattonata dagli egoismi nazionali, dalle problematiche prevalenti di oscuri interessi economici: come quelli che riguardano il mercato russo, punito da un boicottaggio giustificato dalla questione ucraina (e la Crimea), fomentato dalla russofobia (Polonia, Paesi baltici), ostaggio della Nato.

François Hollande e Angela Merkel vorrebbero regolare i contenziosi, ma sono loro due i primi a non andare d’accordo. La grandeur transalpina è con le spalle al muro, un mito che mostra ormai tutte le crepe e fatica a ripararle. La destra francese ha rilanciato il dibattito sullo Stato di diritto, “non vi è libertà per i nemici della Repubblica”. E’ già partita la campagna per le elezioni presidenziali della prossima primavera. Pure la Merkel è a fine corsa. La lokomotiva d’Europa ha gli stantuffi spompati, dopo aver trascinato troppi vagoni per troppo tempo. Già il dieselgate aveva rischiato di farla deragliare. D’altra parte, se si va a guardarne l’alimentazione, si scopre che la “prima della classe” impone limiti di velocità agli altri, ma fa ricadere a Bruxelles i costi di manutenzione. Ben si guarda dal confessare che è lei ad avere il debito pubblico in assoluto più pesante di tutta Europa (nel 2011, secondo i dati Eurostat, la Germania fu la prima a sfondare la fatidica soglia di 2000 miliardi, per l’esattezza 2080). Altro che decantata virtuosità.

Insomma, il terrorismo ha scosso i due pilastri fondatori dell’Unione Europea, mettendone a nudo le reciproche fragilità: economiche (Francia), sociali (Francia e, in parte, Germania); politiche (Francia e Germania). Entrambe sono nel mirino del Califfato e delle destre radicali. Il potere è quotidianamente messo in croce a Parigi, da qualche giorno anche a Berlino, dove le dichiarazioni della Merkel - non cambieremo la nostra politica d’accoglienza, “sono convinta che ce la possiamo fare, è il nostro dovere storico e una sfida storica in un’epoca di globalizzazione” - hanno scatenato il furore della destra populista. Ma ha citato una parola trasversalmente odiata: “globalizzazione”. Alcuni ribelli interni allo stesso blocco conservatore Csu della Merkel l’hanno accusata d’aver esposto la Germania a “rischi inaccettabili”.

Va peggio al premier francese Manuel Valls e ai suoi improvvidi ministri, per via delle bugie e delle ancor più sconcertanti omissioni sulle misure di sicurezza per la festa del 14 luglio a Nizza e per non avere intercettato i due jihadisti che hanno sgozzato il parroco di Saint-Etienne-du-Rouvray. Il potere è alla deriva, i citoyens sono incolleriti. Sguazzano Fronte Nazionale di Marina Le Pen e i repubblicani di Sarkozy. Né a Berlino né a Parigi, sono tempi di gente ragionevole.

Fonte: ilfattoquotidiano.it

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