Il Belgistan e lo stupidario poliziesco: ignorata anche l’Fbi

Attentati Bruxelles. Bombe in aeroporto e metro Bruxelles

La memoria delle polizie di queste parti dev’essere davvero un groviglio indurito, se ieri il ministro della Giustizia olandese Ard van der Steur, 46 anni, studi alla prestigiosa università di Leida, militanza nel Partito Popolare per la Libertà e la Democrazia, dovendo rispondere a 166 domande sulle questioni legate al terrorismo davanti alla Tweede Kamer, o Camera bassa dei rappresentanti eletti a suffragio universale, ha ricordato come il 16 marzo scorso – ossia sei giorni prima delle carneficine all’aeroporto Zaventem di Bruxelles e alla stazione Maerbeek della metropolitana (35 morti, 340 feriti) – l’Fbi avesse trasmesso alla polizia olandese una nota circostanziata sui precedenti criminali, radicali ed estremisti dei fratelli Khalid e Ibrahim al-Bakraoui, i kamikaze degli attentati di martedì 22 marzo.

L’Fbi aveva messo sull’avviso, dunque, i colleghi dei paesi Bassi che i due “fratelli erano ricercati dalle autorità belghe”, lasciando intendere che sarebbe stato opportuno avvertirle. Il che sarebbe avvenuto, secondo il ministro van der Steur, il giorno dopo, quando un funzionario della polizia olandese è andato, per lavoro, in Belgio. Circostanza che la polizia federale belga nega decisamente. Secondo Claude Fontaine, direttore generale della Police Judiciaire Fédérale belga, “il 17 marzo 2016, una visita di lavoro di un membro della polizia olandese ha avuto luogo presso la polizia giudiziaria federale belga.

Durante questo incontro, non è stata fatta alcuna menzione dell’informazione che l’Fbi avrebbe confidato alla polizia olandese, come questa afferma oggi”. Nel catalogo dello stupidario poliziesco made in Belgistan, dunque, aggiungiamo pure questa incredibile diatriba, il che la dice lunga sul resto delle indagini. Nel frattempo, la Commissione terroristica della Camera belga ha recepito 3 delle 30 misure antiterroristiche proposte dal governo: 1) ci sarà la possibilità di eseguire perquisizioni 24 ore su 24 ore; 2) è previsto finalmente l’allargamento dei particolari metodi di ricerca, specie per la lotta contro il traffico di armi; 3) dopo tanti tiramolla, ecco che verrà realizzata una banca comune di dati sui dossier del terrorismo, cui potranno accedere gli inquirenti delle varie polizie.

Meglio tardi che mai. Bruxelles finirà di essere una selva oscura in cui si nascondono comodamente, i jihadisti? Risponde il ministro Keon Geens: “Il governo ha lavorato giorno e notte perché i disfunzionamenti siano risolti e le leggi siano adeguate”. Disfunzionamenti è un neologismo che tradotto in italiano significa “casini”. Inenarrabili. Pigliamo per esempio il rilascio del giornalista freelance Faiçal Cheffou. L’avvocato Olivier Martins ha detto che il suo cliente ha negato qualsiasi legame con Daesh e coi terroristi implicati negli attentati: “Quando ci sono state le esplosioni lui era a casa, dove ha ricevuto parecchie telefonate”.

A parte che il telefonino avrebbe potuto essere in mano di qualche complice, contro Cheffou c’è il borgomastro di Bruxelles, furibondo coi magistrati: “La frontiera è tra un agitatore radicale e un reclutatore radicale, Probabilmente il giudice non ha voluto superare questa frontiera”, ha dichiarato ad una radio francese ieri mattina Yvan Mayeur, Si annunciano giorni difficili, proprio dove batte il cuore del dissidio, cioè Molenbeek.

Sabato 2 aprile i militanti di “Generazione Identitaria”, una rete di estrema destra che opera a livello europeo, si sono dati appuntamento alla Place Communale (dove c’è il municipio locale e dove abita la famiglia di Abdeslam Salah) al grido di “Islamisti fuori dall’Europa”. Françoise Schepmans, la borgomastro di Molenbeek non intende concedere l’autorizzazione. La polizia impedirà assembramenti. Radicalizzare la situazione è il gioco di estreme destre e Isis: chi li manovra?

Fonte: ilfattoquotidiano.it

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