Dortmund bombe contro pullman del Borussia: panico in Champions Paura improvvisa Tre bombe artigianali scoppiano al passaggio del pullman del team. Match rinviato. L’ipotesi della provocazione

Bombe di Dortmund Dortmund

DORTMUND. Siamo nel cuore industriale della Germania. Ma anche nel cuore del neonazismo tedesco: il Nord Reno-Westfalia pullula di gruppi estremisti della destra più truce. Sono passate da poco le sette e mezza di una sera che dovrebbe essere di sport e divertimento. L’elegante pullman nero del Borussia ha lasciato l’hotel dove stavano i giocatori e lo staf tecnico. Il tragitto non è lungo. La meta è il Signal Iduna Park, il modernissimo stadio della squadra tedesca dalle vertiginose tribune dove alle 20 e 45 è in programma la partita di andata dei quarti di finale della Champions League contro il Monaco. All’improvviso, mentre il bus transita sulla Witbraucker-Schirmannweg, tre bombe carte esplodono una dopo l’altra. Il fragore è allucinante: lo choc, terribile. Di questi tempi targati dall’Isis che semina terrore, c’è sempre la paura in agguato.

Un finestrino del pullman va in frantumi. Proprio dove siede il terzino spagnolo Marc Bartra, 26 anni, ex del Barcellona, che rimane ferito dalle schegge di vetro. Nulla di grave, per fortuna, ma il calciatore non è in grado di disputare l’incontro, e nemmeno i suoi compagni sono nel giusto stato d’animo per affrontare l’agguerrita (e favorita) squadra del Principato. Bartra viene portato immediatamente in ospedale. I dirigenti del Borussia chiamano gli arbitri e i colleghi del Monaco, chiedono di poter rinviare la partita ad oggi, nel tardo pomeriggio, alle 18 e 45. La richiesta è immediatamente accettata.

Chi è stato a tirare le tre bombe-carta? La polizia tedesca si è messa subito al lavoro, isolando la zona in cui erano scoppiate: intanto, per stabilire esattamente la dinamica dell’agguato. E poi, per cercare di identificare, attraverso i video registrati dalle telecamere della strada, i responsabili del gesto, l’ennesimo atto di violenza che negli ultimi anni ha incanaglito e criminalizzato il tifo ultras del calcio: pensiamo ai raid russi durante la prima fase del campionato europeo in Francia, che pure si sono svolti in un clima di grandissima tensione e di altissima sorveglianza.

Un’ipotesi si fa strada. Ed è l’ipotesi della clamorosa provocazione. Creare panico. Rialzare la tensione. Dortmund è una sorta di laboratorio sociale: grande immigrazione, e purtroppo, grande attività neonazista. Anche nel calcio. Un centinaio di neonazisti, secondo le statistiche, regolarmente assistono alle partite del Borussia, annidati sulla Curva Sud, la più grande d’Europa coi suoi 24500 posti a sedere: se la guardi dal terreno di gioco sembra una impressionante muraglia verticale. A suo tempo, le autorità avevano inibito l’ingresso all’Nwdo, il Gruppo di Resistenza Nazionale di Dortmund, considerati i più pericolosi. La decisione ha scatenato la rabbia dell’Nwdo e degli altri gruppi di destra che hanno manifestato la loro solidarietà con striscioni e proteste incalzanti.

Il risultato è che oggi lo stadio del Dortmund è il più “nero” della Germania. L’aumento della presenza di ultras neonazisti è coinciso con l’aumento delle aggressioni xenofobe. Una miscela incandescente: la stessa che ieri sera ha probabilmente armato le mani di chi ha lanciato le tre bombe carta. Un’altra statistica, assai inquietante, dimostra infatti che il Nord Reno-Westfalia è la regione con il maggior numero di attacchi contro immigrati e musulmani. E contro i rappresentanti del Fan-projekt del Borussia Dortmund fondato nel 1988 per combattere la piaga del razzismo, sia allo stadio che nelle strade della città. Adesso, con la minaccia terroristica che incombe in Germania, le tifoserie di estrema destra hanno fatto fronte comune contro il fondamentalismo islamico. In nome di quest’alleanza vorrebbero conquistare gli spalti, ma il Borussia non vuole contaminazioni politiche. Per questo, qualcuno potrebbe aver deciso di intimorire la squadra, nel momento clou della stagione.

Fonte: ilfattoquotidiano.it

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