Calcio tra jihad e nazi: un arresto a Dortmund Pista islamica per gli ordigni contro il bus del Borussia: sospetti su un iracheno

Bombe di Dortmund Dortmund

DORTMUND. Forse è la prima volta che una squadra di calcio viene sconfitta dai terroristi. E’ successo ieri, in Germania. Il Borussia Dortmund, infatti, ha perso in casa 2 a 3 la partita di andata dei quarti di finale della Champions League, rinviata di 24 ore, contro il Monaco: nessuno vuole togliere il merito agli avversari, ma il Borussia pareva in balìa dell’angoscia. E di mille tormentati pensieri: martedì il pullman della squadra era diventato il bersaglio di un attentato, tre IED rudimentali ma molto potenti (è stato utilizzato esplosivo militare) erano stati infatti nascosti in una siepe, lungo il marciapiede della Witbraucker-Schirmannweg, l’ampia strada che porta al Signa Iduna Park, lo stadio. Mentre transitava il bus, qualcuno ha azionato un comando a distanza, e i tre ordigni sono esplosi simultaneamente. Uno dei giocatori è rimasto ferito, il ventiseienne difensore spagnolo Marc Bartra, è stato portato all’ospedale ed operato al braccio destro e al polso sinistro. Lui si è fatto fotografare sorridente, col braccio ingessato, ed il pollice della mano sinistra sollevato, come dire: tutto è ok, ragazzi ora vincete!

Mentre i compagni del Borussia elaboravano lo spavento della sera prima e si preparavano ad affrontare i rivali del Monaco, il portavoce della procura, Frauke Koehler, convocava una conferenza stampa per rivelare che ci sarebbero già due estremisti islamici sospetti e che uno di essi è stato arrestato: un venticinquenne iracheno che abita a Wuppertal (così scrivono i quotidiani locali). L’altro sarebbe un ventottenne tedesco di Froendebreg, una città dell’hinterland di Dortmund. Sarebbero personaggi già noti alla polizia perché sospettati di essere in qualche modo collegati all’Isis.

Ma la pista islamica non convince del tutto gli stessi inquirenti che infatti puntano anche alla pista delle tifoserie estremiste della squadra tedesca e ai gruppi neonazi che frequentano gli spalti o che ne sono stati allontanati. In mattinata erano circolate infatti voci contrastanti, che rendevano il quadro della situazione in modo abbastanza confuso. Come il presunto ritrovamento di un volantino con una rivendicazione di matrice islamica. O come la scoperta di un sito di estrema sinistra che si attribuiva la paternità dell’attentato. Lo stesso Koehler si è affrettato a dire che quest’ultima ipotesi non è credibile: “Dopo un primo esame abbiamo grossi dubbi sulla veridicità di quella rivendicazione”.

Così, in questo clima di piombo e di paura, è andata in scena una partita surreale. I giocatori del Borussia hanno indossato una maglia gialla con su scritto, in spagnolo, sotto il volto di Marc, “Mucha Fuerza”, a grossi caratteri, “coraggio”, estamos con tigo, “siamo con te”, messaggio diretto a al compagno Marc. Sono stati accolti dal pubblico con uno scrosciante applauso e l’inno della resilienza calcistica “You’ll Never Walk Alone”, che i tifosi del Liverpool intonarono per primi e che poi contagiò gli stadi d’Europa: come a dire che i giocatori non avrebbero mai camminato da soli. Un colpo d’occhio spettacolare: i tifosi della mitica Tribuna Sud indossavano la maglia del Borussia, “vogliamo mostrare che il terrore e l’odio non determineranno le nostre azioni”. Sul maxischermo campeggiava un messaggio con il quale il Borussia ringraziava i tifosi del Monaco che ieri avevano subito espresso la loro solidarietà.

Il calcio è come il teatro, lo spettacolo deve andare avanti, anche se il cuore e il dolore ci suggerirebbero il contrario. Il Monaco si è dunque impegnato a fondo, per rispetto degli avversari, anche se li vedeva deconcentrati, soprattutto durante il primo tempo, quando li hanno trafitti con Kylian Mbappe al 19’. Un quarto d’ora dopo è arrivato l’autogol di Sven Bander, al 35’, nemesi ingiusta ma ineluttabilmente fatale. Nel secondo tempo Dembelé accorciava per il Borussia, lo stadio s’infiammava d’entusiasmo, la squadra con orgoglio sfiorava il pareggio ma veniva punita di nuovo da Mbappe, aiutato da un errore clamoroso del difensore Piszczek. A cinque minuti dalla fine il Borussia segnava ancora, con Kagawa, ma il Monaco controllava, senza soffrire più di tanto. Mai sconfitta è stata più applaudita, quasi fosse una vittoria.

Fonte: ilfattoquotidiano.it

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