Terremoto in Friuli Avevo 27 anni. Con una Fiat 130 blu scura presa a noleggio, mi avviai pian piano verso Maiano e qui cominciai a incontrare i segni del disastro: macerie dappertutto, polvere, odore di morte e poi, più su, verso Gemona, la strada spaccata e pezzi di asfalto sparsi, come per effetto di una mitragliatrice, bare numerate e allineate vicino al cimitero e case crollate. Il primo articolo che scrissi raccontava la morte di una persona rimasta intrappolata sotto le macerie: si vedeva soltanto il cranio imbiancato dalla polvere e i soccorritori che, per quanto si prodigassero, non riuscirono a salvarlo perchè tirarlo fuori avrebbe significato far crollare tutto il resto


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