STRACITTADINE AMARCORD D’ALTRI CALCI Ridatemi i derby di Milano con Brera e Veronelli

LO STIVALE ROVESCIATO Milano

Roma, scrive Le Monde (5 aprile) è un “eterno cantiere archeologico”. Milano, invece, un eterno cantiere dei ricordi. Sabato prossimo, per la prima (e scandalosa) volta a mezzogiorno in punto, si giocherà il 166esimo derby di serie A tra Inter e Milan, casciavitt rossoneri contro baùscia nerazzurri, sintetizzava Gianni Brera, mentre spillavamo le carte della rituale brischetta (la briscola chiamata, con suo figlio Carlo, che scriveva benissimo e dipingeva così così ma pensava di essere un mediocre scrittore e un valente pittore, Mario Soldati che fumava puzzolenti garibaldi e Luigi Veronelli che discuteva di Barbarcarlo, vino eccellente d’Oltrepò del mitico Commendatore Lino Maga).

Era una sera di novembre del 1972, Brera brandendo la pipa mi tappò la bocca con un perentorio: “Pensa a giocare! E ricordati che ‘l fòlber, quand te l’è ben imparà, te set minga che cosa l’è”. Cioè, anche se credi di saper tutto del calcio, non sai mai cos’è. Si era alla vigilia del derby d’inverno della stagione 72/73, quando il Meazza si chiamava San Siro e nel Milan comandavano Nereo Rocco, il paròn, e Gianni Rivera, l’abatino, “ormai uno che assiste alla partita senza aver pagato il biglietto”, sibilava Brera, che ne aveva pure per Mariolino Corso, il “sinistro di Dio”, l’alfiere dell’Inter, “l’immagine mesta del suo nome, che è il participio passato del verbo correre”. Gli piaceva Oriali, “Piper nel cuor mi sta”. Aveva saputo che non si allenava come avrebbe dovuto e “proprio per questo ho deciso di fustigarlo”.

Brera giocava a brischetta con l’irruenza del centravanti interista Boninsegna detto Bonimba. Veronelli, sornione, gli chiese a bruciapelo: “Gioànn, chi vincerà?”. E lui, fintamente infastidito, rispose: “Il derby lo vince sempre la squadra in crisi. L’Inter si illuderà, si avventerà, si scoprirà, si aprirà in retrovia. Non è una cabala. E’ solo questione d’animo”. E’ nella dialettica del calcio, “molto più labile e dunque mostruosa della dialettica storica". Quella sera, Brera vinse. E domenica 19 novembre 1972, il Milan sconfisse l’Inter 3 a 2, con reti di Pierino Prati, Roberto Rosato e Romeo Benetti.

Fonte: ilfattoquotidiano.it

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