SPORT NAZIONALE | RAZZISMO DA STADIO Una buona idea a Milano: il calcio onora la Shoah al Binario 21

LO STIVALE ROVESCIATO Milano

L’amico e collega Gianluca Tizi di professione è anche procuratore sportivo, il mese di gennaio, qui a Milano, è il tempo di fervido calciomercato, sabato 27 gennaio si celebra la Giornata della Memoria. Succede che Gianluca ha un’idea: poiché il calciomercato si pratica tradizionalmente nelle hall e nelle suites degli alberghi attorno alla Stazione Centrale; poiché il calcio, negli ultimi tempi, è stato sfruttato e manipolato da spregevoli estremisti per manifestazioni razziste ed antisemite; poiché il Memoriale della Shoah milanese si trova presso la Stazione Centrale, in un’area situata sotto i binari ferroviari ordinari conosciuta come Binario 21, da dove partì il convoglio del 30 gennaio 1944 (605 ebrei deportati: ne ritornarono solo 22, tra le vittime c’era una mia pro zia arrestata a Firenze); insomma, date tutte queste premesse, perché non proporre al mondo del calcio una visita al Memoriale perché possa tradursi in una sorta di riflessione su ciò che si può fare per evitare che simili episodi si ripetano negli stadi?

Tizi ne ha parlato con Roberto Jarach, vicepresidente della Fondazione del Memoriale della Shoah e con Daniela Di Veroli che la dirige: hanno aderito subito, con entusiasmo. L’avvocato Luciano Belli - figlio di Liliana Segre, una delle sopravvissute di quel maledetto convoglio del 30 gennaio 1944 - e Marco Vigevani, agente letterario e scrittore, hanno coadiuvato Tizi. La squadra ha “giocato” bene, la visita è stata organizzata per il 23 gennaio, alle 18: hanno già aderito Napoli, Milan, Inter, la Lega di serie A e di serie B. Il mondo del calcio non può ignorare che lo aspetta una stagione di scelte radicali per fronteggiare la virulenza dell’antisemitismo sugli spalti e in campo. La visita è, in questo senso, un’assunzione di responsabilità nei confronti dei pregiudizi razziali e della violenza estremista. Non si può dribblare la memoria e scavalcare con un pallonetto ciò che è stato: l’ignominia delle leggi razziali varate nel 1938, il silenzio vile degli italiani, lo stridore di quei vagoni piombati che portarono ai forni crematori.

Fonte: ilfattoquotidiano.it

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