RAZZISMI. CON LA STORIA NON SI SCHERZA Gli ebrei italiani, Eugenio Curiel e la memoria corta di Milano

LO STIVALE ROVESCIATO Milano

A proposito del 25 aprile, di Brigata Ebraica e della scarsa memoria dei milanesi. Tedeschi e fascisti organizzarono Alla Stazione Centrale tre dei 20 convogli italiani destinati ai campi di sterminio. Il primo lasciò Milano il 6 dicembre del 1943: destinazione Auschwitz. C’e rano 96 ebrei, di cui 61 uomini e 35 donne. Il secondo fu formato il 30 gennaio del 1944 per deportare, dalla Stazione Centrale (più precisamente dal famigerato binario 21) 128 ebrei, di cui 97 uomini e 31 donne. Il terzo convoglio fu allestito alla Centrale il 19 maggio 1944 per Bergen-Belsen: salirono in un vagone 35 ebrei. Comprendendo altri 31 trasporti da Trieste (1.177 persone) e uno da Borgo San Dalmazzo (328 persone), più gli ebrei deportati di Rodi e Coo (cittadini italiani dal 1924), le vittime del genocidio nel nostro Paese accertate dal Centro di documentazione ebraica di Milano furono 7.858.

QUASI 1.000 EBREI,il 4% della popolazione ebraica italiana (percentuale di gran lunga superiore a quella degli italiani) entrarono nella Resistenza: ne morirono circa 100. Sette furono insigniti di medaglia d'oro alla memoria. Come il docente universitario Eugenio Curiel che per primo aveva chiamato a raccolta tutti i giovani d’Italia contro il nemico nazifascista. Nei confronti dei soldati di Graziani, però, Curiel invitava a non considerarli in nessun caso perduti per sempre, spiegava in quali condizioni avevano probabilmente dovuto piegarsi ai bandi e alle minacce per arruolarli. Puntava ad organizzarne la disgregazione, “perché in loro vedeva delle forze viventi in sviluppo e non solo delle divise” (lo scrisse nel 1951 sull’Unitàil partigiano Quinto Bonazzola). Purtroppo, i militi delle Brigate Nere, grazie ad un delatore, lo fermarono a Milano, tra piazzale Baracca e via Enrico Toti, l’eroe della stampella. Curiel tentò la fuga. Lo ferirono ad una gamba, terribile intreccio del destino. Si rialzò, ma lo falciò una raffica. Era il 24 febbraio del 1945. Aveva 32 anni. La spia incassò la taglia. E la scampò.

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