RABBIA E RANCORE VERSO IL FUTURO Statale a Milano: tra le affinità e le divergenze dal ’68 a oggi

LO STIVALE ROVESCIATO Milano

In un bar di via Festa del Perdono, davanti all’ingresso dell’Università Statale di Milano, vendono libri usati a cinque Euro, quanto cinque caffé. Un buon affare. L’altro giorno ho recuperato un vecchio volumetto, “Il lavoro intellettuale come professione” di Max Weber, edito nella collana Nuova Universale dell’Einaudi con una nota introduttiva del professore Delio Cantimori - edizione cartonata del 1966, allora costava mille lire. L’avevo prestato a un compagno di Scienze Politiche. Non me l’ha mai restituito. In quell’edizione (la prima uscì nel 1948, tradotta da Antonio Giolitti), l’editore aveva premesso (in corsivo) una lettera (polemica) datata 15 maggio 1966 di Cantimori in cui il professore rivendicava la preferenza per il Marx del proletariato, non per quello borghese. Weber, infatti, respingeva la teoria materialistica della storia e non attribuiva grande importanza ai conflitti di classe.

Ricordo le accalorate discussioni sui due discorsi raccolti nel libro: Weber rifiutava energicamente l’idea che studi e indagine e ricerca e insegnamento andassero intesi come “messaggio”, se non addirittura come “profezia”, per lui la politica come professione non poteva prescindere dall’etica dell’intenzione e da quella della responsabilità. Ho cominciato a leggere febbrilmente questa prima pagina, più o meno dove l’avevo sfogliata per la prima volta nel Sessantotto. Strani incroci della geo-memoria...

Fuori, accostate al marciapiede della Statale, le ordinate rastrelliere delle bici davano un senso di tranquillità, come il via vai degli studenti, mentre cinquant’anni fa c’erano tensioni, assemblee, volantinaggi, capannelli (poi sarebbe arrivato Capanna...), l’atrio era ricoperto di veementi ta-tze-bao, i muri della facciata di scritte che sarebbero diventate slogan epocali. Ne ricordo una: “Siate realisti chiedete l’impossibile”. I murales del ’68 erano un rasoio che recideva il passato dal futuro. La scritta che ho letto l'altro giorno, davanti alla Statale, sul muro passato l’angolo con via Bergamini, soverchia un affresco post-apocalittico: “Nel loro deserto moltiplichi avventure e resistenze”.

Fonte: ilfattoquotidiano.it

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