OLIMPIADI FAVOREVOLE E CONTRARIO Caro Coni, no grazie: Milano ha ben altre esigenze

LO STIVALE ROVESCIATO Milano

Speremm de no. E se il Coni dirotterà a Milano la candidatura trombata della Città Eterna per le Olimpiadi del 2024? Dio ce ne scampi e liberi! Non è bastata l’Expo? Il rischio c’è, dopo il feroce no di Virginia Raggi, la sindaca romana. Rassegniamoci, meneghini, subiremo il solito teatrino prezzolato di politici, esperti e tribuni tv che cercheranno di spacciare i Giochi a Cinquecerchi bocciati dai Cinquestelle come una grande opportunità sprecata, a meno che Milano non voglia cogliere al volo l’occasione. Infatti, come dice il grande Livio Berruti, le Olimpiadi sono una “vetrina delle capacità imprenditoriali, organizzative, industriali, turistiche e culturali di una nazione”. Pretesto e scorciatoia per rimettere a posto la città e per rilanciarne l’immagine? O per affossarla? Il dubbio è lecito. Mai un preventivo olimpico è stato rispettato. Salvo Los Angeles 1984, nessuna Olimpiade è finita in attivo. Conti stratosferici, debiti infiniti (a Roma stanno ancora pagando gli espropri a causa dei Giochi del 1960). In cambio di cosa? Non sarebbe meglio investire qualche miliardo per sistemare le periferie, ripulire l’Idroscalo, costruire piste ciclabili (ormai un milanese su cinque usa la bici per spostarsi), dotare la città di impianti sportivi ad uso e consumo dei cittadini e non perché diventino cattedrali nel deserto, come è successo a Torino 2006, ai Mondiali romani di nuoto, a quelli di ciclismo in Sicilia, a Italia 90? La capitale morale d’Italia è una città dai moltissimi pregi, ha un’immagine internazionale molto quotata, gode persino di un sorprendente trend turistico: quarant’anni fa i turisti l’evitavano come la peste; nonostante il Duomo, la visita più gettonata era quella del Cimitero Maggiore...Ma è anche una città che va in tilt appena si mette a diluviare, dove basta una settimana della moda o del design per congestionarla. La gente s’imbufalisce per i lavori della nuova linea della metropolitana: figuriamoci per i cantieri olimpici. Caro Coni, no grazie, se vedarèm la pròsima...

Fonte: ilfattoquotidiano.it

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