LE EDICOLE E IL QUARTIERE A Milano Mimmo ha rivoluzionato il suo spazio: è luogo d’incontro

LO STIVALE ROVESCIATO Milano

Sabato 11 giugno, alle quattro del pomeriggio, Beppe Sala e Stefano Parisi, i due candidati sindaci, si sono ritrovati a discutere per mezz’ora a testa sulle periferie dimenticate, i quartieri che cambiano volto, le famiglie e la cultura milanese. Routine elettorale. Salvo un dettaglio: che il faccia a faccia è avvenuto nella prima edicola di nuova generazione della città, la 2.0 di corso Garibaldi 83.

L’editoria è in crisi? I giovani non comprano i quotidiani? I pensionati risparmiano? Le rese aumentano? Beh, allora bisogna inventarsi qualcos’altro, si è detto Mimmo Lobello, il titolare dell’edicola. L’ha trasformata. In una bottega dove i giornali convivono con tante altre cose. Per esempio, un corner in cui è possibile acquistare sementi per il proprio orto botanico; un angolo caffetteria; un banchetto vendita di alimenti per animali di piccola taglia. Gatti e cagnetti certo non leggono, ma i loro padroni potrebbero essere invogliati a comprare qualche rivista. Per Lobello, infatti, l’edicola è ancora “quel rarissimo luogo” dove incrociare informazione e cultura, dove far rinascere l’antico concetto del “giornalaio” di fiducia “coniugandolo con la multimedialità, gli eventi culturali e i servizi per il cittadino”. Aggiornata in chiave digitale. Vi chiederete: il condannato ha fatto alleanza col suo boia?

Il mio edicolante Eugenio D’Antonio è pessimista, il mondo digitale ha segato quello cartaceo. Ogni anno Milano perde da 35 a 40 edicole. Oggi ne restano 541: 340 chioschi, 65 punti vendita nelle stazioni del metro, il resto negozi. Eppure, qualche segnale di resilienza c’è. Stufi di farsi decapitare, i giornalai milanesi stanno passando al contrattacco: 8 offrono wi-fi gratis, “altri vendono museo card della Regione Lombardia, biglietti del floating piers di Christo nel lago d’Iseo o per la navigazione nei Navigli”, dice Alessandro Rosa, presidente del sindacato provinciale autonomo giornalai. Una volta, coi giornali ci impacchettavano il pesce, oggi ti danno il pacchetto cultura.mi. Una bella differenza. O no?

Fonte: ilfattoquotidiano.it

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