LA MUSICA COME SUONA NELLE CITTÀ A Milano i violini dei giornali fanno da tappeto per gli affari

LO STIVALE ROVESCIATO Milano

Non capisco. La Repubblica di venerdì 29 settembre titola con entusiasmo: “Agenzia Ue del farmaco/Milano fra le top five/per conquistare la sede”. Tra le prime cinque, insomma, degne di simile onore (che vuol dire 900 famiglie del personale e 2-3 miliardi di indotto, cito sempre dall’articolo in cui le cifre sono date a spanne molto generose), ci sarebbero Amsterdam, Barcellona, Vienna e Copenhagen. Panorama azzarda (21 settembre): “Milano ha un asso nella manica”. Cioè il Pirellone come edificio in cui allocare l’Ema. I violini suonano all’unisono, si accoda al concerto pure il Corriere della Sera (1° ottobre): “Operativi subito, un bel risultato. Adesso serve uno scatto finale”, dichiara Enzo Moavero Milanesi, l’ex ministro per gli Affari Europei.

Però dall’articolo emerge un piccolo intoppo: secondo la Commissione europea che ha pubblicato una valutazione sulle diciannove città candidate, le informazioni fornite in alcuni punti non sarebbero sufficienti. Moavero è il coordinatore del progetto Ema a Milano. Chiaro che la cosa gli suona come una critica. Si difende: abbiamo dato le informazioni richieste. Semmai, si tratta di integrazioni da aggiungere, “utili ma non fondamentali”.

Sarà. Però, qualche giorno dopo, un trafiletto apparso sul Corriere del 5 ottobre segnala che nella classifica Ema, in testa c’è Vienna. Milano “resta tra le prime sei”. Tradotto: scivola dalla top five alla top six. Comunque, ancora Panorama (5 ottobre) insiste. Dedica il numero a “Milano cantiere”. Dalla gara per l’Ema alla rigenerazione “di 15 milioni di metri cubi di costruzioni. Dall’apertura dello Human Technopole fino al rilancio degli ex scali ferroviari e alla nuova linea della metropolitana, il capoluogo guarda sempre (e soltanto) avanti”. Anche la mafia, felice di questa immensa colata di cemento. del resto, i magistrati hanno svelato, una volta di più, gli intrecci tra politica e n’drangheta, arrestando il sindaco (Forza Italia) di Seregno: “Vogliono fare di Milano la capitale dei clan”. Il sindaco “era uno zerbino, ormai siamo di fronte a un sistema di omertà e convenienza”. Chissà se questo è nei parametri della Commissione europea.

Fonte: ilfattoquotidiano.it

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