IMPRESSIONI RECUPERARE IL PASSATO La raccoglitrice di sogni nel coro della memoria

LO STIVALE ROVESCIATO Milano

“Ave Maria plena
fa che non suoni la sirena
fa che non vengano gli aeroplani
fammi dormire sino a domani”...
la filastrocca scaramantica se la ricorda ancora Maria, “ero in seconda elementare, da noi a Barletta la guerra ci ha sfiorato, rispetto ai disastri di Milano, però avevamo terrore dei bombardamenti, così noi bimbette di sei o sette anni invocavamo la Madonna per scacciare la paura...venni promossa in terza. Ma gli Alleati avevano occupato i locali della scuola, purtroppo non ci sono potuta più andare...”. La vita non è mai in discesa, c’erano poche opportunità a casa, Maria lasciò Barletta e arrivò a Milano nel dopoguerra, ora ha 83 anni, continua a fare la sarta, non vuole smettere di cucire, e non ha smesso di ricordare. Non è più andata a scuola, ma ha letto e legge tantissimo. Frequenta centri culturali come il Cam di via Scaldasole, a due passi dalle colonne di San Lorenzo. Lì lavora Roberta Folatti. Un giorno Maria ha confidato a Roberta di voler raccontare la storia della sua vita, “è come un romanzo”. Roberta si è sentita come una Raccoglitrice, colei che raccoglie le storie degli altri e li aiuta a scriverle. L’idea è diventata progetto, si chiama “Ti racconto io”, lo hanno presentato martedì 13 giugno: le voci che “narrano di sé” sono ormai un coro. Ho sentito Elisabetta, Sergio, Violetta, Michael: abbiamo letto i loro “incipit”. Flavia ha partecipato all’incontro. In una mail inviata a Roberta si sofferma “sull'utilità del racconto come recupero e ricostruzione di un'identità sociale che è sempre più precaria. Il passato è una risorsa che ci appartiene da togliere dalla naftalina e da proiettare nel futuro come ricerca di empatia e di identità”. Dante, scrive Flavia, “ha fatto esattamente questo, un racconto di racconti pensato come un viaggio salvifico che comincia in forma di semplice apologo autobiografico. Ha tramandando le storie degli antenati e del suo tempo in forma simbolica e quasi totemica in un poema in volgare e in terzine facili da ricordare e quasi cantabili, per allontanare il male come la preghiera-filastrocca ricordata da una delle narratrici presenti”.

Fonte: ilfattoquotidiano.it

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