Vladimir Putin forever

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Vladimir Putin forever. A seconda dei punti di vista, una minaccia. O una promessa. Mentre il più accanito degli oppositori, l’avvocato blogger Aleksej Navalny distribuisce t-shirt con il logo Mosca 1968-2018 (“in Russia non c’è stato il Sessantotto, ma lo faremo l’anno prossimo”), il capo del Cremlino, sornione, fa trapelare l’indiscrezione della sua nuova candidatura: la quarta. Insomma, avrebbe sciolto la “finta” riserva. Con buona pace della candidatura femminile “forte” ventilata nei giorni scorsi. Senza dimenticare le top list apparse ad agosto dei possibili successori: quella di Vedemosti metteva il premier Dmitri Medvedev in testa, seguito dal sindaco di Mosca Sergei Semenovic Sobianin. Tutto da resettare. Putin si perpetua. Insegue l’ombra del potere immortale. E poi, c’è il versante ideologico. Si sa quanto Putin ritenga di essere una sorta di profeta del (ferito) nazionalismo russo, e come sia convinto che debba essere lui a forgiare la nuova identità nazionale.

A rompere gli indugi putiniani ci pensa l’autorevole quotidiano Kommersant di Mosca, che ha ottimi ma non servili rapporti col Cremlino. Non è molto diffuso, ma è letto dall’élite. Fa opinione. Il giornale cita due fonti, “vicine all’amministrazione presidenziale”. All’inizio di settembre, hanno detto, ci sono state riunioni “chiuse” nel blocco politico del Cremlino per discutere la strategia della campagna presidenziale: “Molto è stato pianificato”. Putin potrebbe sfruttare alcuni eventi legate a date emblematiche. Il 30 ottobre, Giorno della Memoria delle Vittime della Repressione Politica, con l’inaugurazione del monumento in prospekt Sakharov. Il 2-3 novembre, Forum della Comunità. Il 4 novembre, giorno dell’Unità Nazionale. Il 7 novembre, centesimo anniversario della Rivoluzione d’Ottobre. Persino la data del voto non sarà casuale: 18 marzo, quando fu annessa la Crimea nel 2014.

Ovviamente il Cremlino commenta in modo distaccato, ma non smentisce: “L'amministrazione presidenziale - ha dichiarato il portavoce Dmitri Peskov - agirà proprio dal momento in cui il presidente annuncerà la sua decisione. Il nostro lavoro consiste in questo. Nessuno vuole fare una falsa partenza”. Intanto, il Cremlino ha chiesto ieri alle Regioni di preparare gli elenchi delle persone di fiducia di Putin. A modo suo, l’opposizione ha ironizzato in Internet. Gira la vignetta del mausoleo di Lenin nella Piazza Rossa, con solo le lettere finali “...in”. Di sicuro il partito Russia Unita “spingerà” formalmente Putin a ricandidarsi, una soluzione “leggera e perfetta” dice la politologa Ekaterina Kurbangaleeva, per evitare eventuali errori legali e bypassare il non felice momento che il partito attraversa. Colpa della crisi. Delle promesse mancate. Di una corruzione endemica che doveva essere debellata ed invece è più forte che mai. Delle diseguaglianze esagerate. Putin si presenterà con l’aureola consueta e patriottica di Grande Protettore della Madre Russia. Se vincerà, resterà presidente sino al 2024. Al potere ininterrottamente (con un intervallo da premier fra il secondo e il terzo mandato) per 24 anni. Altri sei anni da primo ministro e pareggerà Stalin. Da quando comanda la Russia, alla Casa Bianca si sono avvicendati quattro presidenti...

Fonte: ilfattoquotidiano.it