Putin e la mossa del “gambetto” che confonde l’avversario Il presidente gioca a scacchi con Obama come gli ha insegnato il Kgb e mira a una nuova Yalta con la Cina

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Il 2017 di Vladimir Putin è già cominciato l’altro giorno, con il rabbioso attacco di Obama e la furba replica di Mosca. Furba, più che inaspettata. Putin, infatti, ha preso tempo. Aspetta che il vecchio inquilino della Casa Bianca se ne vada. Non ha replicato coi muscoli, come qualcuno temeva. L’ha ridicolizzato, s’intende, sul piano diplomatico. Con una mossa ben precisa: il “gambetto”, molto amato dagli scacchisti. Viene utilizzato talvolta in politica, basta saperlo usare al momento giusto. Nelle scuole del Kgb, dove entrò nel 1975 il giovane Putin, gli scacchi venivano insegnati proprio per sviluppare le qualità strategiche dell’individuo. Lo scacchista muove i pezzi in base ad un disegno complesso, a lungo termine: prevede ciò che potrebbe fare l’avversario, cerca di neutralizzarlo, di metterlo in inferiorità. Così opera Vladimir Putin. Non gli interessano più i sussulti di Obama, è già il passato.

Andrej Illarionov, ex consigliere di Putin che oggi lavora negli Stati Uniti, è certo che il capo del Cremlino abbia in mente un piano a dimensione globale. L’ha battezzato “Yalta-2”: Putin vorrebbe mettersi d’accordo con Washington e Pechino per dividere le sfere d’influenza nel mondo, così come fu fatto a Yalta, con Roosevelt, Churchill e Stalin. Ha congelato ogni ritorsione. Ma per qualche ora ha lasciato che il fedelissimo ministro degli Esteri Lavrov (pure lui ex Kgb...) annunciasse occhio per occhio e dente per dente. Un trucco. Lavrov abbaia, Putin lo lascia fare, poi lo quieta. Ma intanto, il messaggio è arrivato a Washington...l’uomo forte è lui, non Obama.

Quanto a Trump, è l’ideale partner di quella che una volta si chiamava “coesistenza competitiva”, ma che negli ultimi tempi è degenerata in una guerra niente affatto fredda, anzi caldissima, solo diversa perché combattuta virtualmente. Il New York Times ieri ha raccontato come la Russia abbia preparato la sua offensiva cibernetica fin dal 2013, col concorso delle agenzie di sicurezza (quindi del Cremlino), e come gli americani siano stati presi in contropiede. Ma perché?

Putin vuole consolidare nell’anno nuovo il suo ruolo di leader mondiale, alla pari con il presidente Usa. Lo aiuta la situazione critica in cui versa l’Unione Europea, stretta fra la crisi economica e quella dei migranti, schiacciata dalla globalizzazione e contaminata dai populismi, cui non è estraneo Putin. Che ha gestito cinicamente il nodo Siria pensando agli effetti collaterali internazionali. Avrà un 2017 da fiato sospeso: Germania prima e Francia poi dovranno affrontare elezioni incerte e politicamente devastanti se dovessero vincere le destre estreme, favorevoli a togliere le sanzioni contro Mosca. Sfrutterà il vantaggio geopolitico della nuova “triplice intesa” fra Russia, Iran e Teheran: tutti e tre Paesi ai ferri corti con gli Stati Uniti. Mosca spera che le cose cambino in meglio con Trump, e i segnali lanciati dal miliardario lo lasciano intendere. Ma Putin è pragmatico: non si fida mai delle parole, specie se dette in campagna elettorale. Per questo opera su più tavoli. Con Pechino. Con l’Europa delle “nazioni”, dei “movimenti”, delle “identità”, sfruttando il crescente fenomeno della “putinizzazione”. Piace ai populisti stanchi delle democrazie, la sua capacità di decidere ed intervenire , e fanno finta di non vedere che la Russia è un paese dove la libertà è sempre più limitata. La guerra siriana, per Putin, aldilà della catastrofe umanitaria e della violenza contro i civili, si è rivelata uno strumento efficace di propaganda che gli ha permesso di ottenere obiettivi politici proporzionali ai mezzi militari dislocati. Dieci anni fa, alla conferenza di Monaco sulla sicurezza, Putin dichiarò perentorio che la Russia era tornata e che i tempi dello sfacelo eltsiniano erano finiti: “D’ora in avanti bisognerà fare i conti con noi”. Non gli credettero. Oggi, la Russia sta tornando al centro del gioco mondiale.

Fonte: ilfattoquotidiano.it

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