Le ostriche di Putin Fatti fuori i responsabili del network che rivelò la coltivazione di molluschi del leader

Putinstan Soci

Mercoledì 11 maggio, ore 9 e 50 (fuso di Mosca). Sul sito Rbc che fa capo alla holding Onexim Group dell’oligarca Mikhail Prokhorov - per la rivista Forbes è il 14esimo russo più ricco, con un patrimonio personale valutato a 7,6 miliardi di dollari - appare nella sezione “business” una notizia assai maliziosa: ai piedi della fastosa villa presidenziale che si trova a capo Idokopas, sulle rive del Mar Nero (tra Gelendzhik e Soci) opererà la società “Cittadella del Sud”. Un gossip finanziario? No, qualcosa di più: la misteriosa società ha ottenuto, dopo averlo richiesto lo scorso dicembre, una preziosa ed esclusiva concessione. Quella di un’area vasta complessivamente circa mille ettari per coltivare ostriche, cozze del Mediterraneo, storione (quindi caviale) e pilengas, pesce assai pregiato. Putin e le ostriche, è il sottinteso mica tanto sottinteso. Sfizi da zar, una satrapìa in tempi di sanzioni e pesante crisi economica-

Il Cremlino non ha affatto gradito l’indiscrezione. Putin deve aver fatto il diavolo a quattro con Prokhorov. Risultato: ieri sono stati licenziati i capiredattori del sito, del giornale e dell’agenzia di Rbc Media. Ma Putin non si accontenterà delle tre teste. In palio c’è la volontà di mettere a tacere una testata che ficca il naso nelle oscure stanze del regime e che vanta, oltre a due milioni di lettori, una moderata indipendenza dall’informazione di Stato.

La colpa di Rbc Media è quella di aver rivelato i nomi russi di Panama Papers e di aver pubblicato alcuni scottanti articoli sul “cerchio magico” di Putin. Insomma, lesa maestà. Pagata carissimo: una spettacolare ed intimidatoria perquisizione nella sede della holding Onexim da parte delle forze della FSS (Servizio Sicurezza Nazionale) e degli ispettori del fisco. Culminata, il 29 aprile, con un’altra stoccata: la ferale denuncia del dipartimento investigativo generale del ministero dell’interno per truffa e associazione a delinquere, maturata durante una riorganizzazione della società stessa, ritenuta “illegale”.

Perché brucia la notizia delle ostriche coltivate davanti al “palazzo di Putin” del Mar Nero? Perché, secondo la documentazione ufficiale dello stato, proprietario e gestore (almeno sino al 28 aprile scorso) è la società Kompleks. Che nel dicembre del 2015 aveva sollecitato la richiesta di poter sfruttare 254 e 290,8 ettari di mare, e imbastire un “trend” commerciale di prodotti alimentari di lusso, con la scusa di sostituire le onerose importazioni dalla Francia, dall’Italia e dal Pacifico. Solo che Kompleks, secondo i siti che ancora resistono alla normalizzazione putiniana, dipende da una società offshore delle Virgin Islands, la Savoian Investment Ltd.

Fonte: ilfattoquotidiano.it