"La Chiesa faccia santo Stalin" richiesta-shock dei comunisti russi Polemica sulla domanda avanzata alle gerarchie ortodosse Uno dei leader del partito minaccia: pronti a fomentare uno scisma

Putinstan MOSCA

MOSCA - "Vogliamo che la Chiesa Russa Ortodossa canonizzi Stalin". Non è uno scherzo. Lo pretende Sergej Malinkovich, il presidente della sezione interregionale dei comunisti di Pietroburgo e della regione di Leningrado, la culla della rivoluzione d'Ottobre, uno dei membri più influenti del partito.

"Ci rivolgeremo alla Chiesa con la richiesta di canonizzare colui che riunì le terre russe, che sconfisse i nemici della patria, che creò il grande minimo sociale, che fu l'eroe e il padre dei popoli", sostiene Malinkovich. Che poi minaccia: "Se la Chiesa si rifiutasse, allora al suo interno comparirà, non senza la partecipazione delle forze patriottiche, una tendenza di rinnovamento, una chiesa ortodossa popolare orientata in modo sociale, intollerante nei confronti dell'opulenza e dell'ostentata religiosità dei burocrati. Sarà questa chiesa rinnovata a canonizzare il grande Stalin, primo passo dell'unione del movimento di liberazione nazionale e dell'ortodossia popolare. Alla fine del XXI secolo le icone con l'immagine del Santo Josif Stalin compariranno in ogni casa ortodossa".

Una provocazione? Non proprio. Tutto nasce dal fatto che per quasi due settimane Stalin è rimasto in testa alla classifica del progetto tv "Il nome della Russia", il sondaggio Internet che si concluderà a Natale con la proclamazione del personaggio storico russo più rappresentativo. Qualche giorno fa la votazione è stata bloccata. Imperscrutabili "motivi tecnici". Poi, Alexsandr Ljubimov, direttore del progetto, ha spiegato che c'era stato un attacco di spam contro il sito, per favorire Stalin. Ma appena ha ripreso a funzionare, Stalin è stato superato dallo zar Nicola II.

I comunisti non hanno digerito il sorpasso: "Nessuna manipolazione del signor Ljubimov può nascondere la sacrosanta verità - ha scritto Malinkovich - Stalin è il nome più popolare della Russia. Il popolo perdona al Comandante Supremo sia le repressioni che la collettivizzazione, lo sterminio dei quadri dell'Armata Rossa, la lotta contro il cosmopolitismo ed altri inevitabili errori e tragedie dei tempi crudeli di guerra e di rivoluzione. Ovviamente, a noi, alla sinistra di oggi, è più vicino Ilich (Lenin, ndr.), ma per Stalin che ricevette la Russia con l'aratro di legno e la lasciò con il missile atomico votano i comunisti, i patrioti, i nazionalisti russi, i giovani e i vecchi". Ecco perché Stalin non deve essere demonizzato ma beatificato.

"È una richiesta mostruosa", ha replicato ieri ai microfoni di Radio Eko di Mosca Vladimir Vigiljanskij, portavoce del Patriarcato: "Stalin e i suoi furono colpevoli della totale distruzione della Chiesa Ortodossa Russa. Nell'epoca staliniana subirono morte violenta circa 200mila sacerdoti. Canonizzare uno colpevole di banditismo e terrorismo di stato è un sacrilegio terribile". Risposta dei comunisti di Pietroburgo: "La posizione del Patriarcato è dettata dalla pressione delle autorità laiche, non riflette l'opinione di tutto il clero, soprattutto dei pope della grande maggioranza delle piccole città russe e della campagna".

Come dimenticare, del resto, il telegramma che la Chiesa ortodossa inviò a Stalin il 21 dicembre del 1949? "Caro Josif Vissarionovich, nel giorno del suo 70esimo compleanno, le esprimiamo la nostra profonda riconoscenza. preghiamo per il rafforzamento del Suo vigore e benedicendo il Suo eroismo ce ne ispiriamo noi stessi".

Fonte: La Repubblica

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