Il record di morti sulle strade e la crociata della chiesa ortodossa “Fedeli, rispettate il codice” ecco il sermone antivelocità

Putinstan Mosca

MOSCA - Quante volte abbiamo scrollato le spalle a chi ci rimproverava perché non rispettavamo lo stop o le strisce pedonali? "Ma pensa tu! Da che pulpito arriva la predica! ". Beh, si dà il caso che nelle chiese di Togliattigrad, capitale dell'industria automobilistica russa, la predica del pope si concluda non con la tradizionale benedizione ma con la lettura di qualche articolo del Codice Stradale. All'uscita dalla chiesa vengono distribuite ai parrocchiani le placchette catarifrangenti, quelle che di solito si applicano alle bici e agli abiti. "Che il buon Dio vi conduca sulla retta via", è il saluto che il priore della chiesa di Kazan, rivolge ai fedeli, soprattutto ai più anziani, "ricordatevi di rispettare le norme della circolazione, altrimenti quella retta via potrebbe diventare la strada che vi porterà anzitempo al cimitero". Un sermoncino per inculcare la corretta cultura del buon automobilista: ogni anno, infatti, sulle strade russe muoiono 35 mila persone e si commettono 400 milioni di trasgressioni, insomma, un inferno. Ci vorrebbe un esercito di esorcisti per combattere i diavoli al volante.

Domina un eccessivo senso di impunità e di anarchia, aggravate dalla pietosa situazione delle infrastrutture stradali: l'80 per cento dei semafori è obsoleto ed inservibile, a cominciare da quelli di Mosca. Non a caso il sindaco Jurij Luzhkov ha appena annunciato con insolita enfasi l'installazione dei primi semafori intelligenti. Non bastasse, un terzo dei cartelli stradali russi è illeggibile mentre appena il 37 per cento della rete federale è in regola con gli standard minimi internazionali. Il resto è un'avventura. Educare gli automobilisti incoscienti e pericolosi, dunque, è diventata una sorta di crociata umanitaria. Per questo il priore della chiesa di Kazan e gli altri sacerdoti di Togliattigrad sperano sinceramente che la gente prenderà atto dei loro precetti stradali e sarà più attenta, al volante o a piedi. Anche perché la polizia stradale della città ha lanciato l'allarme: nel mese di gennaio di sono verificati 18 incidenti mortali che hanno avuto per vittime persone della terza età, pensionati che magari hanno problemi con la vista e che non riescono più a calcolare esattamente le distanze.

La polizia si è rivolta ai preti perché "parecchi pensionati sono molto religiosi, vanno regolarmente in chiesa. Perciò abbiamo deciso che i suggerimenti dei sacerdoti avranno per loro un significato particolare", ha spiegato al quotidiano Novye Izvestia il Comando della Stradale di Togliattigrad. Paletta e crocefisso, binomio impensabile: un tempo, i preti erano il nemico di classe e la religione l'oppio dei popoli. Oggi i pope sono tornati ad essere guide benemerite della società civile e la religione ha ripreso il ruolo di sentinella della moralità collettiva. Del resto, Evghenij Moskvichev, sottosegretario ai Trasporti, ritiene che la polizia stradale non sia in grado di risolvere la situazione da sola. Tutti i guai, è la sua opinione, sono da attribuire all'indisciplina degli automobilisti: appena mille persone muoiono ogni anno in incidenti causati da mezzi pubblici. Tutti gli altri 34 mila rimangono uccisi alla guida delle proprie auto. Per questo è impellente ripristinare l'ordine nelle strade, ha stabilito la Duma, il parlamento russo: circolano 20 milioni di auto e il loro numero cresce di un milione all'anno, mentre le strade restano sempre le stesse.

Soltanto il buon Dio può proteggere chi affronta lunghi viaggi, poiché le insidie sono molteplici: non bastasse, ci si mettono pure i poliziotti corrotti a rendere la guida impossibile (se non versi la mazzetta). Paghi e loro chiudono un occhio, anzi, tutti e due gli occhi, sulle violazioni del traffico. Oltre a danneggiare la sicurezza delle strade russe, ritenute le più rischiose del mondo, ne va della morale del Paese e della reputazione dei vigili. I pope hanno subito colto l'occasione al volo: "I problemi non possono essere risolti solo con le multe. È che la gente percepisce in un altro modo le regole, e se tali regole vengono impartite dal pulpito, esse diventano una specie di messaggio divino".

Guidar male è peccato mortale, ignorare il codice è offendere la legge del Signore. Meditate, automobilisti. Ormai, in Russia, nessuno si stupisce più di tanto se il presidente Putin abbia il suo confessore, o se gli Omon (le unità antisommossa della polizia) che partono in missione per un'operazione antiterrorista siano benedetti da un pope. Così non meraviglia più di tanto se la Chiesa ortodossa cominci a riempire i vuoti e a disciplinare i disorientamenti etici provocati dalla caduta dell'Urss, proponendosi come punto di riferimento dei comportamenti sociali, altrimenti allo sbando. Lo fa combattendo la drammatica piaga dell'alcolismo, che provoca ogni anno oltre quarantamila morti. E lo sta facendo da poche settimane inculcando ai parrocchiani automobilisti una sorta di decalogo il cui primo comandamento è "non trasgredire le norme del codice stradale", ed il secondo "rispetta i pedoni come fossi tu stesso al posto loro". Mentre il settimo comandamento (che ricorda il biblico "non rubare") è rivolto agli agenti della stradale, "siate giusti, ma non prendete bustarelle da chi avete fermato". Parola del Signore

Fonte: La Repubblica

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