Gli agenti dormienti e il protocollo ceceno Sotto copertura - L’Fsb ha infiltrato i suoi uomini fra gli immigrati del Caucaso diretti in Europa

Putinstan Vienna

Perché meravigliarsi se Mosca ha spiato la Farnesina? La Russia fa ben altro. Da anni infiltra i suoi agenti segreti tra gli immigrati ceceni, per attivarli quando il Cremlino lo riterrà opportuno. Il loro compito è influenzare la situazione politica europea. L’accusa arriva dalla ZDF, la Zweites Deutsches Fernesehen, una tv tedesca che ha sede a Magonza, nel land della Renania-Palatinato. In un documentario-inchiesta diffuso giovedì sera - “La guerra fredda di Putin”, diretto da Egmont R. Koch - è un ex colonnello dell’Fsb, i servizi federali russi, che spiega la strategia dell’intelligence putiniana: “Sovvertire l’Occidente con l’aiuto di agenti, favorendo la destabilizzazione”.

Ora l’alto ufficiale vive sotto falsa identità in Occidente, dopo aver lavorato per vent’anni nell’Fsb. Ha guidato il Dipartimento che si occupa di controterrorismo e degli estremismi politici, poi è stato estromesso dalla direzione. Per cinque volte compare nei filmati girati da Koch. Il documentario è disponibile anche su YouTube. L’ex colonnello che si cela sotto lo pseudonimo di Igor, dice che l’Fsb, “sin dal 2002”, forniva documenti falsi ai suoi agenti perché potessero fingere d’essere dei profughi dalla Cecenia e dal Caucaso, e potessero dimostrare che erano dei perseguitati, a rischio della loro stessa vita. Tutto ciò per ottenere il visto di rifugiati politici. Questi profughi fake si sono abilmente integrati nelle diaspore cecene in Germania, in Gran Bretagna, in Francia e in Austria. Il loro scopo è accattivarsi la fiducia dei veri migranti, di inserirsi nelle strutture d’accoglienza e in quelle delle varie comunità cecene o caucasiche in Europa, soprattutto di intercettare i dissidenti e gli elementi del radicalismo islamico.

Poi ci sono figure ambigue. Come Timur Dugasayev, capo del centro ceceno di Kiel, che intervistato dalla ZDF, ammette di “tener d’occhio i connazionali riparati in Germania e di passare le relative informazioni al governo ceceno” ma non dice di lavorare per i servizi di Mosca. Hans-Georg Maassen, capo del controspionaggio tedesco, è drastico: “L’Fsb manda apposta in Occidente tantissimi migranti ceceni per destabilizzare la situazione”. La nuova, inquietante strategia della tensione. Dove agiscono “agenti dormienti”, ossia persone che entrano in gioco solo in particolari occasioni. Come le campagne elettorali. A destare sospetti è stato l’eccesso di richieste d’asilo politico da parte di “gente che arrivava dal Caucaso e transitava in Russia...”. E che quasi sicuramente veniva intercettata e controllata dall’Fsb, prima di espatriare.

In Germania il fenomeno è stato più intenso che altrove. Dal primo gennaio al 23 maggio del 2016, per esempio - secondo ricerche della Deutsche Welle - l‘82,3 per cento dei 2722 russi richiedenti asilo politico erano di nazionalità cecena (2244). Assai probabile che una discreta percentuale fosse composta da spie, o da agitatori. Andrew Parker, capo della britannica agenzia MI5, lo scorso primo novembre, denuncia al quotidiano The Guardian, gli spregiudicati metodi “sempre più aggressivi” della Russia e il suo sistematico ricorso alle cybertecnologie per opporsi all’Occidente, tramite “propaganda. spionaggio, sovversione e cyber attacchi”.

Sono mesi che l’allarme è documentato dai servizi europei, in fibrillazione per la “massiccia” transumanza degli 007 russi in Europa. Uno sforzo d’intelligence che non si vedeva dai tempi della Guerra Fredda. Tanto che in un recente rapporto Nato si segnalava come il 30 per cento del personale delle ambasciate e delle delegazioni russe fosse “affollato da agenti segreti e d’influenza” sotto copertura diplomatica. Il tutto, nel quadro della nuova dottrina spionistica di Mosca, definita in un documento del gennaio 2016 (“Strategia della Sicurezza Nazionale”, 1/1/2016), in cui si allargano gli ambiti analitici ed operativi che superano le tradizionali questioni militari e di difesa, per abbracciare, con un approccio informativo più appropriato e capillare strutture economiche e finanziarie, ordine sociale, salute pubblica, cultura ed educazione. Dalla Russia con amore. E troppa ingerenza.

Fonte: ilfattoquotidiano.it