Gli “orsi fighetti”: “Atleti Usa dopati” Putin ringrazia Un gruppo di hacker russi viola il sito dell’agenzia anti-doping e denuncia: lo scandalo è stato insabbiato

Putinstan

Il braccio hack del Cremlino ha colpito ancora una volta l’America: l’obiettivo è spingere gli Stati Uniti nel fango dell’ipocrisia, a poche ore dallo sconcertante scandalo delle omissioni di Hillary Clinton sul suo stato di salute. La nuova clamorosa incursione dei pirati informatici russi Fancy Bears (Orsi fighetti), infatti, ha svuotato il database della Wada, l’Agenzia internazionale antidoping, violandone l’Area Confidential, quella in cui sono conservati i files della sezione TUE (Therapeutic Use Exemptions) che tracciano l’iter sanitario e biologico degli atleti e le eventuali liste di esenzioni concesse dalle singole agenzie nazionali antidoping, con l’avallo delle federazioni internazionali. Il blitz russo ha scoperchiato la pentola del diavolo: molti campioni americani hanno potuto utilizzare sostanze non consentite grazie a prescrizioni mediche.

E’ la vendetta di Putin? Di sicuro, è un nuovo capitolo della riesumata Guerra Fredda tra Washington e Mosca. La Russia, accusata di doping di Stato, è stata esclusa dall’atletica leggera. Ora vuole dimostrare che nessuno, nel mondo dello sport, può dirsi “pulito”. Anche gli atleti Usa barano, sia pure in maniera astuta, denunciano gli hackers russi: “I medagliati di Rio hanno regolarmente usato potenti sostanze vietate giustificate dall’esenzione terapeutica. E’ la prova della corruzione della Wada e del dipartimento scientifico del Cio”. La Wada ammette la violazione, definendola un “atto criminale” che compromette gli sforzi della comunità globale antidoping, confermando che i suoi server sono sotto attacco di cyber spionaggio da parte di gruppo russo con il nome di Zar Team (APT28), noto anche come Fancy Bears. Il bottino? “I dati dell'amministrazione antidoping e del database Management System (ADAMS), creato per Rio 2016”. Un disastro: “Si tratta di una situazione in evoluzione, allo stato attuale, riteniamo che l'accesso della ADAMS e' stato ottenuto attraverso spear phishing di account di posta elettronica. La Wada si rammarica profondamente di questa situazione ed e' consapevole della minaccia che essa rappresenta per gli atleti le cui informazioni riservate sono state divulgate attraverso questo atto criminale”, ha dichiarato il direttore generale Olivier Niggli,, “la Wada e' stata informata dalle autorità che questi attacchi vengono dalla Russia. Si sappia che questi atti criminali stanno compromettendo notevolmente lo sforzo da parte della comunità anti-doping globale per ristabilire la fiducia nella Russia in seguito ai risultati del rapporto indipendente McLaren Investigation dell'Agenzia”.

L’imbarazzo è evidente. I Fancy Bears hanno messo in Rete una serie di documenti che confermerebbero i sospetti. E “sparato” alcuni grossi nomi. Come quello di Simone Biles, la stella americana di Rio 2016, dominatrice della ginnastica con quattro ori e un bronzo, avrebbe fatto uso di anfetamine e di metilfenidato, uno psicostimolante, come accertato in un test dell’11 agosto, prima delle gare olimpiche: in particolare, il Ritalin, per ottenere una maggiore concentrazione e curare i dolori muscolari. Nel mirino, la federazione internazionale della ginnastica che avrebbe concesso il TUE. C’è Elena Delle Donne, la fuoriclasse del basket, tra le segnalazioni degli hackers russi. Ci sono le tenniste Serena e Venus Williams, coi loro cocktail “curativi” assai particolari: Serena, oxycodone e hydromophone, che sono oppiacei, oltre a prednisone, prednisolone e methylprednisolone, in vari periodi della sua carriera. Venus, invece, ha assunto triamcinolone (ormone antiinfiammatorio), prednisone, prednisolone e formoterol: “Questa è solo la punta dell’iceberg”, scrive il gruppo Fancy Bears, “lo sport di oggi è davvero contaminato mentre il mondo non è a conoscenza di una largo numero di atleti americani dopati. partiremo dal team Usa e dai loro metodi sporchi”. Viene da riflettere sulla vicenda di Alex Schwazer. Con lui, sono stati ferocemente inflessibili. Perfetto capro espiatorio, come dice il professor Donati. Ma occhi colpevolmente chiusi nella giungla dell’imbroglio, della malafede, dei certificati medici per giustificare valori anomali. Putin ringrazia.

Fonte: ilfattoquotidiano.it