Panama: scommettiamo su chi si dimetterà prima?

Panama Papers

Panama Papers and David Cameron. Della serie: leader politici con la faccia di bronzo. Il premier britannico in un primo tempo aveva detto di non avere nulla a che fare coi soldi del padre Ian, imboscati in società offshore tramite lo studio legale Mossack Fonseca, tantomeno la moglie e la famiglia. I mastini del The Guardian, che lo hanno incalzato (hanno rivolto “dieci domande al primo ministro” chiedendo “di fare chiarezza sulle attività offshore” del fu Ian Cameron), lo hanno costretto a rimangiarsi quelle improvvide dichiarazioni, anche perché c’erano fior di documenti che raccontavano una storia diversa. Infatti Cameron ha dovuto ammettere di avere incassato qualcosa come 300mila sterline grazie all’eredità del padre - un ricco broker finanziario, uno cioè che sapeva come e dove far fruttare i quattrini. Ma è stato sul vago, ha cioè detto anche di “non sapere” se parte di questa somma fosse transitata in qualche paradiso fiscale. La società offshore paterna si chiamava Blairmore Investment Trust: Cameron ne aveva 5mila quote, “ma le ho vendute prima di diventare premier nel 2010”. In dettaglio: secondo il Guardian, la quota nella societa' fu comprata per 12.497 sterline e rivenduta per 31.500, permettendo così alla famiglia del primo ministro un ricavato di 19.003 sterline. Però ha voluto chiarire di aver sempre dichiarato tutti i dividendi annuali ottenuti grazie alla partecipazione e all'investimento e di avere versato le tasse dovute. Ma il Guardian ha anche chiesto spiegazioni circa i suoi interventi personali a Bruxelles in materia fiscale: è vero che aveva proposto “scappatoie” pro-elusione? Quando si terrà i vertice anti-corruzione a Londra? Non sarebbe opportuno obbligare a parteciparvi i rappresentanti delle British Virgin Islands e degli altri territori britannici d’oltremare che sono conclamati paradisi fiscali?

Cameron, dunque, ha le sue belle gatte da pelare: il laburista John Mann, membro della commissione Tesoro alla Camera dei Comuni, l’ha definito “ipocrita” e ne ha chiesto le dimissioni. Da noi, anticipate ieri da Panorama, cominciano le grane per Renzi. Con tanto di interrogazione alla Camera avanzata da Walter Rizzetto di “Fratelli d’Italia-Terra Nostra”. Il deputato Fdi vorrebbe che si facesse luce su “operazioni” in cui c’è “evidente ambiguità” per cui sarebbe necessario “verificare se sussistano i trasferimenti finanziari collegati ai cosiddetti paradisi fiscali”. Nel mirino ci sarebbero movimenti anomali e utilizzo dei paradisi fiscali in alcune società legate ai soci del papà e ai finanziatori di Matteo Renzi. Offshore domiciliate a Panama e a Cipro: “Chi c’è dietro?Si tratta di passaggi di denaro anomali per 12,5 milioni di Euro, di cui 8,1 milioni provenienti dai paradisi fiscali e finiti nelle casse di tre società, la Mail Re, la Egnazia Shopping Mail e la Dil Invest, impegnate nella realizzazione di outlet a Reggelle (Firenze), Fasano (Brindisi) e Sanremo (Imperia), operazione nella quali ha avuto un ruolo anche il padre del premier, Tiziano Renzi”.

In attesa di una risposta, arrivano le precisazioni e le smentite dei vip beccati da Panama Papers. Una frotta di avvocati e portavoce si sono affannati, per esempio, nel rivendicare l’estraneità di Carlo Verdone, “il nostro cliente si è sorpreso di essere accostato a una società con sede a Panama, non ha idee dei motivi per cui sia stata costituita, Verdone non è titolare di nessun conto o proprietà immobiliare all’estero, neanche per interposta persona”. Peccato che sul sito dell’Espresso siano stati pubblicati alcuni documenti relativi alla società offshore Athilith Real Estate Corp con sede a Panama City, come il verbale di una riunione del consiglio di amministrazione del primo ottobre 2009, quando viene assegnata a Verdone una procura ad operare per conto della società. Il 16 giugno del 2010, altro documento: passaggio di proprietà a favore di Verdone del capitale di Athilith. Davvero un sacco bello.

Fonte: ilfattoquotidiano.it

GUARDA ANCHE

Putin e il trucco di far pagare la crisi agli “amici” oligarchi 12/4/2016

Voci sullo scandalo finanziario globale: voluto dallo zar per nazionalizzare le società russe
Continua a leggere

Panama: scommettiamo su chi si dimetterà prima? 8/4/2016


Continua a leggere

Evadi e lascia evadere, conti con nomi da 007 7/4/2016


Continua a leggere

Panama Papers, fra teste tagliate e la Fifa nera 6/4/2016


Continua a leggere