Gorbaciov con Putin: “Che errore sciogliere l’Urss. Stop alla Nato” L’ULTIMO LEADER SOVIETICO CRITICA KIEV E SPIEGA CHE L’UNICA SOLUZIONE È QUELLA “NEGOZIALE ”

Mikhail Gorbaciov

Per superare il conflitto in Ucraina e le conseguenze internazionali della crisi c’è una sola strada da percorrere: quella del dialogo e della ricerca di un accordo”: lo afferma Mikhail Gorbachev, 83 anni che esclude quindi l’opzione militare. Per l’ultimo presidente dell’Urss è necessario “tornare ai postulati principali del novoe mishiente (“nuovo modo di pensare”, espressione introdotta ai tempi della perestroijka , ndr), “quando nella fase più acuta di crisi tra Occidente e Oriente, con la sfida del conflitto globale nucleare, siamo riusciti a spostare/ levare questa minaccia. Perché non pensavo che sarebbero accaduti eventi tali da sottoporre a dura prova non solo le relazioni tra Russia e Ucraina, ma anche il futuro planetario, al punto da portare il mondo sull’orlo di grossi guai”.

DI QUESTO CONFLITTO tra i due paesi ex sovietici parla Gorbaciov in un nuovo saggio che si intitola “Dopo il Cremlino”, di prossima uscita in Russia e in Occidente, dedicato agli eventi di questi ultimi due decenni in Russia e nel resto del globo. No - vaja Gazeta, il giornale della povera Anna Politkovskaja, gli ha chiesto di esporre il suo punto di vista. E Gorbaciov, che del giornale è in parte azionista, ha ricordato come egli avesse predetto quello che “sta succedendo ora e che mi procura un dolore enorme. La posta in gioco è troppo alta, come i pericoli e i rischi. Per ogni russo l’Ucraina e le relazioni con essa sono un tema particolare. Le relazioni storiche, culturali, familiari tra i nostri paesi che per lungo tempo hanno coesistito dentro uno stato unico, sono molto stretti e antichi. Gli eventi del paese vicino li viviamo come se fossero nostri. Io penso che l’interruzio - ne della perestroijka e lo scioglimento disinvolto dell’Urss siano alla base di questa crisi. La maggiore responsabilità cade sul governo russo di allora. Le sue azioni hanno aggravato i processi centrifughi nello Stato federale”.

Ma anche l’Ucraina, dice Gorbachev, ha le sue colpe: “Il governo ucraino ha sabotato il processo di trasformazione dell’Unione, sia prima sia dopo il colpo di stato dell’agosto 1991. (...) Io ho lottato per uno stato federale utilizzando tutti i mezzi politici (sottolineo: politici). Avevo proposto le trattative sull’unione economica, sulla difesa unica, su di un’unica politica estera. Si sarebbero potute risolvere tutte le questioni, inclusa quella sullo stato di Sebastopoli e dell’Armata Navale del Mar Nero”.

Gorbaciov non nomina mai Putin, però gli va incontro: “La priorità principale deve essere data alla costruzione di relazioni con la Russia. Sono sicuro che la maggioranza degli ucraini non solo lo capisce, ma lo vuole. Anche l’Occidente deve capirlo. I leader dell’Occidente devono smettere di provare a inserire l’Ucraina nella Nato, perché questi tentativi non potranno portare niente altro se non disturbo e disordine nelle relazioni tra Ucraina e Russia. Si prendono decisioni per rafforzare la presenza Nato nei paesi confinanti con la Russia.

Tutto questo fa ricordare gli anni della Guerra Fredda. Noi sentiamo dire che la Guerra Fredda è iniziata di nuovo. Ma molti credono non era mai finita”.

Fonte: ilfattoquotidiano.it

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