VENTI APPUNTI SUL GIRO 2016 Dalla maglia rosa Nibali alla maglia nera Bobridge: di tutto, un po’. A dire il vero, sempre troppo poco...

GIRO E RAGGIRO Torino

VENTI APPUNTI SUL GIRO 2016

  1. Al Tour de France, Vincenzo Nibali che ha vinto in modo drammatico - nel senso teatrale della parola - il suo secondo Giro d’Italia , farà davvero il luogotenente di Fabio Aru?
  2. Nibali se la prende coi giornalisti che hanno cercato di capire le ragioni della sua crisi e i problemi con la dirigenza dell’Astana. E’ arrabbiato con chi aveva ipotizzato l’eventualità di un suo ritiro: peraltro ipotesi indotta dalle parole di Paolo Slongo, suo preparatore, quando disse che avrebbero valutato il da farsi dopo le analisi sullo stato di salute di Vincenzo.
  3. Anche i corridori vorrebbero un’informazione in ginocchio, come certi politici? Non dalle mie parti.
  4. Sino all’ultimo metro, un Giro difficile, aggressivo. E quindi bello. Non sempre onorato dai corridori come i velocisti tedeschi André Greipel e Marcel Kittel che dopo aver fatto bottino se la sono filata via, prima delle grandi salite.
  5. Nibali Incazzato. Nibali Risorto. Nibali The Legend. Nibali Corrusco. Nibali e basta.
  6. La maglia rosa ha detto di essere stato vittima, all’inizio di questo Giro, dalla voglia di strafare perché si sentiva sotto i fari dell’opinione pubblica e perché era stato designato come il grande favorito. Non la racconta giusta. Ha graduato la preparazione puntando agli ultimi quattro giorni di corsa, quelli a lui più congeniali. Non aveva previsto il mal di pancia nella notte che ha preceduto la cronoscalata, ha rivelato. Perché mai ha taciuto?
  7. Il ritiro di Landa, il vero antagonista di Nibali e suo ex compagno di squadra, ha reso più semplice la rocambolesca riscossa di Vincenzo. Alejandro Valverde puntava al podio e ha evitato di rischiare troppo inseguendolo sulle rampe di Risoul e sul finale avvelenato che portava al santuario di Sant’Anna di Vinadio. Esteban Chaves ha pagato l’inesperienza e aveva speso molto sulle Dolomiti. L’olandese Steven Kruijswijk, apparentemente l’avversario più roccioso, era pure lui in riserva, lo ha dimostrato nel finale di Pinerolo, quando scattando per dimostrare che era lui il padrone del Giro, non è riuscito a staccare nessuno, a cominciare dall’arzillo Valverde e del volpone (altro che Squalo...) Nibali. E’ lì che Vincenzo ha capito di potercela fare: con due lunghe salite sempre oltre quota duemila (sino ai 2744 dell’Agnello e i 2711 della Bonnette) era sicuro che qualcuno l’avrebbe pagata cara. Giù dal Colle dell’Agnello Nibali ha attaccato e Kruijswijk ha sbagliato, pretendendo più di quello che presumeva, andandosi a schiantare contro un muraglione di ghiaccio. Giù dalla Bonette, ha visto cuocere il buon Chaves.
  8. Michele Scarponi è stato di grande aiuto, non solo nel tappone dell’Agnello ma soprattutto nella tappa di Corvara dove ha vinto Chaves e Kruijswijk ha conquistato la maglia rosa. Nibali ha limitato i danni. E salvato il suo Giro.
  9. Quarantadue corridori sui 198 partiti dall’Olanda non hanno terminato il Giro: il 21,2 per cento. La dimostrazione di un Giro piuttosto duro.
  10. L’australiano Jack Bobridge conquista la maglia nera che da decenni non viene più assegnata all’ultimo della classifica generale: ha accusato un ritardo di 5 ore 8 minuti e 51 secondi da Nibali. Come dire che tra la maglia rosa e lui c’è una differenza di oltre duecento chilometri.
  11. Riccardo Stacchiotti è il penultimo, ha mancato la maglia nera per appena 51 secondi. Si rifarà l’anno prossimo?
  12. Media accreditation report (suona meglio in inglese): 1327 giornalisti, 468 fotografi in rappresentanza di 771 media (161 italiani, 79 internazionali). Solo dodici i network tv internazionali, 4 quelli italiani, 77 website italiani, 58 website internazionali. Minima presenza quella delle radio internazionali (7) e italiane (7); 15 radio regionali. Nel novero ci stanno pure 35 uffici stampa, 10 agenzie internazionali di stampa, 10 agenzie nazionali, 182 fotografi locali, 30 agenzie fotografiche (15 italiane, 15 internazionali).
  13. Vincenzo Nibali ha vinto la classifica generale di “ciclista del cuore”, col 17,50 per cento. I primi sei posti sono tutti casalinghi: dopo Nibali, lo sfortunato compagno di squadra Valerio Agnoli, costretto al ritiro; poi Gianluca Brambilla, per due giorni maglia rosa; quarto è Damiano Cunego che ha capeggiato la classifica degli scalatori fin quando c’erano più colline che salite crudeli; quinto, Michele Scarponi; sesto Diego Ulissi, vincitore delle tappe di Praia a Mare e Asolo. Gli è a ruota Valverde.
  14. Ultima tappa, volata: riusciranno i nostri eroi sprinter ad aggiudicarsela finalmente? Il milanese Giacomo Nizzolo stringe verso le transenne il rivale Sasha Modolo e vince. Ma la giuria lo declassano al dodicesimo posto per scorrettezza. Così il successo va a Niklas Arndt, ed è la settima vittoria tedesca in questo Giro, un terzo del totale.
  15. Il costaricano Andrev Amador si è piazzato all’ottavo posto della classifica generale, seguito dal colombiano Darwin Atapuma. Tra i primi dieci, tre colombiani, uno spagnolo, un lussemburghese, un costaricano, un bielorusso, un polacco, un olandese. E un italiano, Nibali. L’eritreo Merha Kudus Ghebremedhin è 37esimo. Il cinese Ji Cheng, terz’ultimo.Gli stanno davanti il romeno Eduard Michel Grosu, 153esimo, il brasiliano Murilo Antonio Fischer (152esimo) e il giapponese Genki Yamamoto (151esimo).
  16. Bollettino medici dell’ultima tappa (Cuneo-Torino), quella che generalmente viene considerata “la passerella”. Al chilometro 26 cadono una trentina di corridori. Tutti hanno ripreso la corsa, tranne il danese Lars Ytting Bak, finito all’ospedale di Savigliano, dove gli hanno riscontrato la frattura della scapola destra, fratture costali multiple. In quel ruzzolone collettivo è rimasto coinvolto Chaves, senza danni. La maglia bianca Bob Jungels ha riportato escoriazioni al ginocchio destro, Alessandro de Marchi contusione escoriata al ginocchio sinistro, Mikel Nieve ha buscato escoriazioni alla coscia destra, Francesco Manuel Bongiorno escoriazioni al ginocchio destro e contusione al fianco sinistro, Jay Robert Thomson escoriazioni all’anca di sinistra, Sam Bewley contusioni ed escoriazioni al fianco sinistro. Mica è finita. Al chilometro 130, nel circuito torinese, tombola di otto corridori: Johann Van Zyl viene trasportato in ambulanza al centro mobile di radiologia al seguito del Giro dove si accerta la frattura dell’olecrano sinistro. Nella caduta era finito pure Rigoberto Uran Uran. Pieter Serry subisce l’angolazione del quarto laterale della clavicola destra. Anche stavolta cade Chaves, senza conseguenze. Infine, a pochi chilometri dalla conclusione, Sonny Colbrelli urta col gomito destro una ragazza del pubblico che si era sporta per fotografare il gruppo. Per fortuna non si fa nulla. Notevoli i riflessi di Nibali che evita con un rapido slalom la bici di Colbrelli che era rimbalzata in mezzo alla carreggiata.
  17. Il Giro numero 100, quello del 2017, dovrebbe disputarsi tutto in territorio italiano. Si parla di grande partenza in Sicilia, di trasferimento in nave a Napoli e in Sardegna.
  18. I 3463,1 chilometri del percorso di questo Giro d’Italia 2016 sono stati percorsi da Nibali alla media di 40,014 km/h. Provate a farli con un motorino: si fonde.
  19. Hanno concluso la corsa quarantadue corridori italiani.
  20. Giacomo Nizzolo ha vinto l’ambita maglia rossa che premia il vincitore della classifica a punti: ma non ha mai vinto una tappa, in compenso è arrivato nove volte secondo.