Tanto rumore per nulla (o quasi) Da Palmanova a Cividale del Friuli. Tremila metri di dislivello, salite dure ma corte. Alla fine, Nibali batte in volata per il terzo posto Valverde e guadagna quattro secondi. Meglio le tappe nelle enoteche locali: Sauvignon dei Colli Orientali, Friulano (cioè Tocai) e delicato Pinot. Il Giro del goloso consola la delusione dei fans.

GIRO E RAGGIRO Cividale del Friuli

Tanto rumore per nulla (o quasi)

Ammetto: mi sono distratto. La corsa assopita di questo Giro da ragionieri mi ha dato l’alibi per una deviazione enologica: i Colli Orientali del Friuli sono un dono di Bacco, il mio dio preferito. Del resto, “quando è chiara la montagna/mangia bevi e vai in campagna”, dicevano i nonni. Quindi, rapida deviazione a Buttrio, traguardo allo Scaccia Pensieri, oltre il Castello. Panorama dolce su vigneti e terre che cent’anni fa erano cimiteri di assurde carneficine.

Intanto, pedalava in testa Mikel Nieve della Sky: ha vinto la tredicesima temuta tappa da Palmanova a Cividale del Friuli, tante salite per nulla o quasi - i grandi si sono risparmiati, pensando al tappone dolomitico di Corvara - e ha così giustificato la fallimentare presenza a questo Giro 2016 di uno squadrone che spende 30 milioni di Euro l’anno, dopo il ritiro - virus? o altro? - di Landa, che si chiama anche lui Mikel e che veniva accreditato quale terzo incomodo, nella lista - assai esigua - dei favoriti. Secondo è arrivato il bravo Giovanni Visconti, valente gregarione di Alejandro Valverde, che poi è filato diritto all’ospedale perché era caduto, urtandosi con Damiano Cunego.

Un pizzico di suspense c’è stato quando Vincenzo Nibali è scattato e ha battuto allo sprint il rivale Valverde, pigliandosi i quattro secondi di abbuono del terzo posto e superando in classifica lo spagnolo. Punzecchiature. Dispettucci.

Nel gruppetto dei presunti quattordici “migliori” arrivati con Nibali e Valverde non c’era la maglia rosa Bob Jungels, costretto ad abdicare. Fine del sogno. Il primo in classifica adesso è Andrev Amador, l’alter ego di Valverde. La Movistar ha uno squadrone, l’Astana meno. La Gazzetta dello Sport enfatizzerà sul fatto che Amador è il primo costaricano in maglia rosa. La globalizzazione del ciclismo. Segnalo che in classifica generale, per esempio, l’eritreo Merha Kudus Ghebremedhin è 43esimo, due posti avanti a Cunego, che vinse un Giro...

Cividale è bellissima. Il Giro, sinora, no. A Udine - mezz’oretta di strada - c’è la mostra “Mense e banchetti nella Udine Rinascimentale” (sino al 18 settembre), al Museo Archeologico. Nibali vuopl fare incetta di abbuoni. Io preferisco fare incetta di Montasio e Fromadi Frant, formaggi antichi e deliziosi. pedalare stanca, lo sappiamo, mangiare dipende. Quanto alla corsa, trascrivo e condivido il giudizio dell’amico e collega Stefano Citati: “Tappa piuttosto interlocutoria”. Sottolineo il significativo “piuttosto”.