Maledetta domenica Domenica maledetta domenica, questa domenica di ciclismo nel giorno di malagrazia 15 maggio 2016! Diluvia sul Renzistan, insomma piove governo ladro: inutile nasconderlo, qualcuno ha gufato caro premier, mica puoi negare l’evidenza.

GIRO E RAGGIRO Renzistan

Maledetta domenica

Domenica maledetta domenica, questa domenica di ciclismo nel giorno di malagrazia 15 maggio 2016! Diluvia sul Renzistan, insomma piove governo ladro: inutile nasconderlo, qualcuno ha gufato caro premier, mica puoi negare l’evidenza. L’acqua del cielo ha rovinato la festa del ciclismo e funestato con un sacco di scivolate sull’asfalto reso sapone la bella tappa a cronometro che si è dipanata da Radda a Greve in Chianti, tra vigneti e paesaggi da film: la Toscana è meravigliosa anche quando piove, e poi, ci sono le cantine... Ma i ciclisti del Giro mica sono poeti né romantici escursionisti. Guardano la strada, badano alle curve, calcolano traiettorie: la bicicletta ha solo due ruote, sempre in precario equilibrio. Con l’acqua che sprizza dai tubolari la bici sembra che galleggi, e non è proprio una bella sensazione, nemmeno se ti trovi in pieno Renzistan, o Renzishire, o Renzigrad, chiamatelo come volete questo pezzo d’Italia che sembra cartolina.

E tuttavia, caro premier, alla fine le cose si sono aggiustate. Il gran pubblico ha gioito: la favola del coraggioso sciur Brambilla prosegue lo stesso. Questo corridore lombardo alla crociata del Giro d’Italia ha conservato la maglia rosa sfilata spavaldamente dalle spalle dell’olandese Dumoulin il giorno prima ad Arezzo, in casa di madama Boschi, dopo l’infido sterrato dell’Alpe Poti in stile corsa Eroica, marchio ormai da esportazione (le gare come una volta la fanno anche in Giappone).

Certo, Gianluca Brambilla tiene la rosa per un piccolissimo quanto fragilissimo secondo, un nulla in una gara a tappe lunga 3463,1 chilometri: ma quanto inestimabile e significativo è questo secondo, dopo nove tappe! Vale un sogno e anche di più, perché nessuno pensava che el sciur Brambilla ci sarebbe riuscito. Deve ringraziare il maltempo, a sua non insaputa, buon alleato. In fondo, la pioggia ha suggerito prudenza ai favoriti e sollecitato qualche rischio in più a quelli come Brambilla. Chi non risica non rosica: adesso il Giro riposa ai Campi di Bisenzio (e dintorni), propaggini del Renzistan verdiniano. Tempo di chiacchiere, in attesa di nuove pedalate.

Sinora è successo qualcosina, cioè niente. Vincenzo Nibali è quinto, a 53 secondi da Brambilla: dei big è stato il migliore, dunque è un buon segno. Alejandro Valverde, sesto, becca due secondi da Nibali.Tom Dumoulin è settimo, cinque secondi più del siciliano. Mikel Landa, ottavo, accusa un ritardo di 25 secondi da Nibali. Rafal Majka, altro pretendente alla rosa finale, accusa 52 secondi dallo Squalo dello Stretto. Il russo Ilnur Zakarin, caduto nell’ultima curva, prima del traguardo, rende al siciliano un minuto e 16 secondi. Da tener d’occhio il colombiano Esteban Chaves, per ora a un minuto e 38” da Nibali: ma in salita è micidiale, se è in forma. Il Giro 2016, oggi, è racchiuso in questi numeri: un recinto molto stretto. Per un Giro ancora molto largo. E comunque, il cinese Ji Cheng mantiene saldamente l’ultima posizione: ne ha 185 davanti, e Brambilla lo stacca di un’ora trentun minuti e 18 secondi.

Fonte: Leonardo Coen

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