In guerra contro il potere di Putin: “È un criminale”

Garry Kasparov

Putin contro Kasparov, non è una novità. L’ex campione del mondo di scacchi contro il capo del Cremlino definito da Kasparov “un bullo di periferia, un boss criminale”, uno che “viola le regole dovunque lo ritiene possibile” (leggere Come dare scacco matto a Putin, edito in Italia da Isbn). Stavolta, teatro dello scontro politico non è Mosca, ma la placida cittadina norvegese Tromso. Dove il 14 agosto si concluderanno le quarantunesime Olimpiadi degli scacchi. E dove il congresso della Fide, la federazione internazionale, eleggerà il nuovo presidente: carica molto ambita dai russi (la Fide conta 180 federazioni affiliate) che infatti la detengono dal 1995. Due i candidati: il presidente uscente, Kirsan Ilymzhinov, 52 anni, ben visto dal Cremlino, uomo d’affari e dirigente politico della repubblica di Calmucchia, tra le regioni più povere ed arretrate della Federazione Russa. E Garry Kasparov.

Ilyminzhinov è il classico nuovo ricco del postcomunismo. È diventato pure presidente della Calmucchia (sino al 2010), dopo esserne stato deputato sotto l’Urss. I calmucchi sono l’unico popolo buddista della Russia europea e il buon Kirsan ha fatto costruire nella capitale Elista un grande tempio, edificando anche una moderna Chess City. Pur di attirare l’attenzione, promette l’impossibile: un Palazzo degli scacchi al posto delle Torri Gemelle di New York; un torneo di scacchi a Gerusalemme tra mille bambini ebrei e palestinesi. Crede agli extraterrestri, con cui sarebbe in contatto: responsabili delle decisioni di molti leader internazionali, gliel’hanno confidato più volte nelle discussioni private, ma hanno paura di parlarne pubblicamente. In effetti, quale presidente della Fide, ha la possibilità di contattare i dirigenti delle varie nazioni. Fra gli “amici” di Ilymzhinov c’erano anche Saddam Hussein e Gheddafi, entrambi visitati dall’ambasciatore della pace alla vigilia della loro caduta. Sorta di mediatore ufficioso di Mosca, dicono, anche con lo scopo di trasferire clandestinamente i loro beni.

La candidatura di Kasparov e la crisi dell’Ucraina hanno però scombussolato i piani di Ilymzhinov. A favore di Kasparov gioca il suo passato di grandissimo scacchista (mentre Ilymzhinov è solo un giocatore di livello amatoriale); piace all’Occidente per la sua ferma opposizione a Putin; ha contatti con gli investitori commerciali, ossigeno in un momento di grave crisi finanziaria: sino all’ultimo le Olimpiadi di Tromso sono state in bilico per carenza di fondi. Sul piatto della bilancia di Kirsan, invece, c’è tutto il peso del Cremlino. Lo scorso maggio, a Mosca, è stato eletto il nuovo Consiglio dell’Osservatorio della federazione russa degli scacchi, in cui è entrato il fior fiore dell’establishment putiniano, a cominciare dagli oligarchi Ghennadi Timcenko e Mikhail Fridman, il ministro della Difesa, Sergej Shoigu, il sindaco di Mosca Sergej Sobianin, l’ex presidente del Tatarstan (una delle regioni più importanti) Mintimer Shaimiev, i dirigenti di Gazprombank e Gazpromedia, il direttore di Telecanale 1. Una lista che fa pensare più alla massoneria che agli scacchi. Lo stesso Putin è stato invitato al campionato nazionale delle squadre scolastiche per salutare i partecipanti ma soprattutto per le foto con Ilymzhinov. Risultato: le federazioni dei Paesi ex-Urss, tranne l’Ucraina, sono tutti per Kirsan, nessuno vuole litigare con Mosca. Ma la candidatura di Kasparov, qualcosa, sta smuovendo. L’Italia, che in passato ha appoggiato Ilymzhinov, ha annunciato l’astensione…

Ai giocatori di scacchi Kirsan dice che quella di Kasparov è una candidatura “troppo politica”. Mosca lo asseconda, forse perché ha ancora bisogno della sua diplomazia parallela. La Fide è, in fondo, strategica: la sua sede è in Svizzera. In tempi di sanzioni ed embargo, può tornare utile. Contro queste logiche si batte Kasparov. Il suo programma, in sintesi (sei mosse vincenti, lo slogan) promette, tra l’altro, “trasparenza al servizio delle federazioni nazionali”, ricerca di nuovi sponsor per raddoppiare le entrate, l’inserimento degli scacchi nei programmi scolastici, un sistema di punteggio universale che includa qualsiasi partita disputata nel pianeta, comprese quelle online, per attrarre nuovi capitali. Ad onor del vero, in Calmucchia gli scacchi sono materia scolastica, dalle elementari all’università. Ma per Kasparov, gli scacchi non devono tornare ad essere mero strumento di propaganda, come ai tempi del potere bolscevico, quando l’Homo sovieticus perfetto era uno come il Gran Maestro Mikhail Botvinnikh, protetto da Stalin.

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