Merkel e le affinitità elettive con Lutero Elezioni in Germania - A Wittenberg, dove 500 anni fa il monaco affisse le 95 tesi per condannare le lettere d’indulgenza di Roma

Bundestagswahl 2017 WITTENBERG

WITTENBERG. Potesse, Mutti Merkel, affiggerebbe anche lei le sue 95 “tesi” per migliorare la Germania, stroncare la xenofobia, risanare la società e l’Europa, alla porta del duomo di Wittenberg, che poi è la grande chiesa del castello, la Schlosskirche. Sarebbe un gesto altamente simbolico. Profondamente identitario. Heimat e religione. Ma prima di lei, sia pure con lo stesso cipiglio morale, ci pensò Martin Lutero 500 anni fa, il 31 ottobre del 1517. Lo scopo del monaco agostiniano, professore di teologia a Wittenberg, era condannare il mercato delle lettere d’indulgenza. Questi documenti, venduti a carissimo prezzo per assicurare agli acquirenti salute e speranza d’essere accolti dal Signore in paradiso, servivano a finanziare la basilica San Pietro di Roma e l’opulenza della corte papale. Vivesse oggi, per chi voterebbe uno come Martin Lutero? Che domanda: per Mutti Merkel, rispondono i sornioni abitanti del centro storico di Wittenberg, città nel cuore della Sassonia-Anhalt, al centro della Germania, un centinaio di chilometri sotto Berlino.

Intanto, le affinità elettive. Angela è sobria, dura, competente. Odia gli sprechi. Detesta gli estremismi. E’ pragmatica, qualità dell’etica protestante. Ama la pratica del wanderer, della camminata come esercizio fisico e spirituale (un must della cultura filosofica tedesca). Sa, che a dispetto delle apparenze, la Repubblica federale non è la superpotenza economica che il resto del mondo immagina. Non è la sola a pensarla così. Lo sostiene anche il professore Herink Enderlein, docente alla Hertie School of Governance di Berlino: “La Germania è più fragile di quel che appare”. Non è serio raccontare ai 61 milioni di elettori tedeschi che il portafoglio dello Stato è gonfio a dismisura e che quindi si può spendere e spandere. Per questo, ieri, la Merkel se l’è presa con il rivale Martin Schulz, il leader dei socialdemocratici: “Mi domando come potrebbe mantenere le sue promesse, con quali soldi”, lo ha punzecchiato ieri la Kanzlerin.

Il dibattito “konkret” è proprio sull’eccedenza di bilancio (12 miliardi di Euro): a che servono, si chiede Schulz, se poi la pioggia passa attraverso i tetti delle scuole? Lo asseconda il professore Enderlein: la Germania soffre d’avarizia nella gestione degli investimenti pubblici e privati, ne mancano almeno per 80-100 miliardi all’anno: infrastrutture, scuole, ospedali, autostrade (è un susseguirsi di lavori in corso, di cantieri che strozzano il traffico, viaggiare in Germania usando l’auto è una sofferenza, ve l’assicuro, altro che la Reggio Calabria-Salerno di una volta...).

Nella piazza del municipio di Wittenberg, un gruppo di musicisti si prepara per il concerto quotidiano delle 18 e trenta, una delle innumerevoli iniziative per celebrare i cinque secoli della Riforma. Il clima è passabile, l’Elba maestosa, i pellegrini dell’Europa protestante apprezzano la magia dello Yadegar Asisi, in cui si ricostruisce la storica giornata delle 95 tesi con la sbalorditiva tecnica del Panometer (la visione panoramica a 360 gradi). Ed è su una porta (laterale) del duomo che sono placcate le 95 tesi luterane: non è la porta originale, ma rimane comunque il punto di partenza per sguinzagliarsi sulle tracce di Lutero (la casa dove visse, quella dove nacque, l’abitazione dei genitori, il luogo dove morì). E’, in ultima analisi, un viaggio alle radici della modernità tedesca. All’interno del duomo c’è la tomba di Lutero, e lì davanti ho trovato un gruppo di estasiati visitatori (tutti anziani, la terza età dilaga in Germania ed è lo zoccolo duro dell’elettorato merkeliano). La Merkel ha voluto fortemente questo Giubileo. E ha allargato i cordoni dei finanziamenti. Il restauro della Schlossokirche è durato quattro anni ed è costato 8 milioni di euro. Lutero è ovunque: tanto che Wittenberg si chiama Lutherstadt, città di Lutero.

Ah, e le elezioni? Davvero è tempo di andare alle urne? Se è soporifera in tutto il resto del Paese, la campagna elettorale qui è impalpabile. Assente. Come è assente - udite udite - la fede. La Sassonia-Anhalt è infatti una delle regioni meno cristiane della Germania. Colpa dell’ex Ddr. Il comunismo della Repubblica Democratica tedesca ha schiacciato i sentimenti religiosi. In uno studio del 2012 (Belief about God across Time and Countries), il 52 per cento dei tedeschi dell’Est ha dichiarato di non credere in Dio. In compenso, allignano le destre più xenofobe e neonaziste. Non devono avere gradito che nel cortile del palazzo dove è allestita la raffinata mostra sul Giubileo della Riforma venga ricordato Martin Luther King, personaggio ammirato dal padre della Merkel, figura chiave dell’educazione politica di Angela.

Fonte: ilfattoquotidiano.it

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