Ciao Schäuble La rimozione del ministro più popolare è la condizione per iniziare le trattative di governo con Fdp e Verdi. Angela si libera dell’intransigente capo delle Finanze e premia i liberali “anti-Sud Europa”

Bundestagswahl 2017

BERLINO. Come ogni giorno feriale, il temutissimo e rigoroso Wolfgang Schäuble anche ieri si è recato al lavoro, nell’austero ufficio dove per otto anni ha gestito il Bundesministerium der Finanzen in Wilhelmstrasse, mettendo in fibrillazione mezza Europa, sfidando Stati Uniti e Russia, chiedendo (nel 2105) che la Grecia venisse esclusa dall’Euro per cinque anni, e fu la Merkel che si oppose, faticando come non mai, per convincerlo a ritirare la proposta. Oggi, dopo le elezioni che hanno “punito” la Grosse Koalition della Cdu-Csu merkeliana con l’Spd di Martin Schulz, cominciano ad affiorare sui giornali e i periodici tedeschi tutta una serie di episodi che dimostrano come l’apparente ferrea collaborazione fra la Cancelliera e il suo talvolta riottoso ministro delle Finanze, ritenuto da tutti l’energico Vicecancelliere, fossero piuttosto, per usare un eufemismo, “vivaci”. Ed è per questo che da giorni, e ogni giorno in maniera più insistente, si dà per scontato che Schäuble sarà pensionato. Un mio interlocutore dei socialdemocratici adopera un’altra più diplomatica espressione: “Non ne possono più della sua intransigenza, che hanno sempre mascherato dicendo che le divergenze tra lui e la Merkel erano solo visioni diverse. Ciononostante, Schäuble è sempre stato leale, in nome degli interessi del Paese, per lui fede e mantra”. Tra i tanti aggettivi che in due legislatore Schäuble ha conquistato, uno pareva politicamente adattarsi alla sua figura: “Invulnerabile”.

Pure il gerarca Hermann Göring lo diceva della sua Luftwaffe, l’aviazione, il cui ministero nazista aveva sede proprio dove ora c’è quella federale della Finanze. Non a caso, all’angolo tra la Mauerstrasse (la via del Muro) e la maestosa Leipzigerstrasse che porta alla Postdamer Platz, s’intrecciano luoghi del passato, del presente e del futuro, che è poi il segreto profondo e magistrale di Berlino, delle sue memorie, della sua progettualità, delle vergogne: la nuova democratica Berlino chiama quest’area “la topografia del terrore”. Un drammatico museo a cielo aperto, dove un tratto di Muro è rimasto a memoria delle infamie politiche ed ideologiche, dove sono stati pianificati e diretti la maggior parte dei crimini del regime nazionalsocialsiata: tra il 1933 e il 1945 ebbero sede qui le maggiori istituzioni dell’apparato del terrore nazista. Gestapo, SS e Ufficio Centrale per la sicurezza del Terzo Reich occupavano interi perimetri in Wilhelmstrasse (appunto) e in Prinz-Albrecht-strasse, oggi Niederkirchnerstrasse. La memoria non si cancella, né si abbatte come fanno i regimi buttando giù i monumenti di chi li ha preceduti.

Forse ieri deve essere stato il giorno più lungo e sofferto nella vita politica di Schäuble. Perché ne hanno anticipato lo sfratto, quasi trattandolo alla stregua di uno che deve farsi da parte e dire anche grazie. Vittima sacrificale richiesta dagli aspiranti compagni di viaggio nel prossimo governo di Angela Merkel, i liberali e i Verdi che hanno chiesto e posto condizione imprescindibile la sua testa. Per non parlare dei socialdemocratici, Martin Schulz non lo sopportava, sentimento ricambiato. E tuttavia, bisogna apprezzare la dignità del ministro che sta zitto, e aspetta. Perché sa che queste sono solo scaramucce iniziali. Angela Merkel non si lascia facilmente ricattare. Per abitudine mentale, preferisce che la situazione si decanti. Che non si attui lo sdoganamento scandaloso dell’estrema destra xenofoba e neonazista, solo perché hanno conquistato il 13 per cento dell’elettorato.

Così, a chi gli chiede se conferma l’indiscrezione trapelata - ad arte - secondo la quale lascerebbe il suo posto per andare ad occupare quello di presidente del Bundestag, il Parlamento, il ministro delle Finanze risponde prudente ed enigmatico: “E’ passato troppo poco tempo dalle elezioni, non ci sto pensando”. Non dice: “Non ci ho ancora pensato”. Schäuble è una vecchia volpe della politica tedesca, e non soltanto per l’età (ha appena compiuto 75 anni). Ma perché è parlamentare dal 1972, ed è, secondo i sondaggi più recenti, il politico più popolare, addirittura ha sorpassato Angela Merkel. E quindi sarà difficile che lasci il posto per una carica formale che probabilmente giudica non adeguata alla sua statura.

Intanto, il 15 ottobre la Bassa Sassonia, che è il secondo Land più esteso della Germania e il quarto più popoloso (8 milioni di abitanti) andrà alle urne. Un test ravvicinato che potrà determinare l’andamento delle trattative per il nuovo governo. Che cos’è successo? Ad agosto il governo locale, una coalizione rosso-verde (Spd assieme ai Grunen) è andata in crisi per la defezione della consigliera Elke Twesten, una “centrista” che è passata con la Cdu della Merkel. Quasi una mossa per anticipare l’alleanza a livello federale tra la Cancelliera e gli ambientalisti. Il problema è che il 20 ottobre c’è il congresso straordinario dei Verdi per decidere se accettare o no un accordo con la Merkel. E soprattutto, con i liberal-democratici dell’incalzante Christian Lindner, che gioca a recitare la parte dell’alleato “indispensabile” per la costituzione di una forza d’appoggio che consente la governabilità: numericamente marginale (è la quarta forza del Parlamento) ma politicamente centrale, il partito liberal.democratico ha fatto parte di 18 delle 23 coalizioni che hanno governato la Germania dopo il 1957 (prima c’erano stati solo governi monocolori). Ed è stato all’opposizione per 22 anni. Re dello show-business, l’ex pubblicitario Lindner vuole sostituirsi a Schäuble per imporre a Bruxelles la Grexit, e una riforma della governance dell’eurozona (senza Mario Draghi). Che sarebbe una cattiva notizia per tutti. Per la Merkel: sarà una coincidenza, però si dice che per stoppare le velleità europeiste di Lindner, lei avocherà a se le competenze sulle politiche europee. Per Emmanuel Macron che martedì, approfittando delle difficoltà post-elettorali di Angela, ha lasciato intendere quale potrebbe essere il suo ruolo in Europa, rilanciando il sogno di Adenauer e De Gasperi, gli Stati Uniti d’Europa, e tutta una serie di progetti che invece di unire renderanno più divisa l’Unione. Schäuble è sempre stato favorevole ad un asse Parigi-Berlino, Lindner no. Che sogna invece di riallacciare buoni rapporti con Mosca.

Sulla Leizpigstrasse si trova anche la sede del Bundesrat, il Consiglio federale. Lo stanno ristrutturando. Davanti, è dispiegato un lungo e grande striscione: “Bundesrat, 16 Länder. Ein Ergebnis. Für Deutschland. Für Europa”. La L'Europa è l'ossessione tedesca. La tattica della Merkel è chiara: l'Europa va protetta da chi vuole indebolirla e finanzia gli estremisti euroscettici. Se volete stare con me, questo è il presupposto. Non pigliate decisione affrettate...E' furba, Mutti Merkel. Lei ha tempo. Gli altri no.

Fonte: ilfattoquotidiano.it

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