Putin la volpe: “Non tramo per la Le Pen” Alleanze - Il presidente riceve la candidata del FN: “Non influenziamo il voto in Francia”

FAIDA PER L’ELISEO Mosca

MOSCA. Marina Le Pen è stata ricevuta ieri mattina al Cremlino da Vladimir Putin, quasi in sordina, nei ritagli di tempo di una visita dedicata alla mostra sui tesori della Sainte Chapelle, capolavori dell’arte gotica francese. Un incontro informale, senza giornalisti, preceduto da qualche ripresa di rito, con un cameraman ufficiale. La trasferta moscovita della Le Pen è avvenuta in assoluta discrezione, almeno sino al momento chiave del colloquio col presidente russo. Ma è destinata a suscitare virulenti polemiche: l’obiettivo di Putin, hanno subito ricordato gli avversari della candidata alle presidenziali francesi, è quello di polarizzare la società, di sgretolare la solidarietà in seno all’Unione Europea e di facilitare l’ascesa al potere della leader populista. Il tutto, nella cornice sulfurea delle accuse di ingerenze russe a favore di Trump.

Da consumato marpione, Putin ha voluto prevenire eventuali critiche e dissipare ogni perplessità: “Non c’è alcuna intenzione da parte nostra di influenzare gli eventi in calendario della politica francese”, ha detto accompagnando le sue parole con un sorrisetto che induceva piuttosto a pensare il contrario: “Noi cerchiamo di mantenere relazioni di pari livello sia coi rappresentanti dell’attuale governo, sia con esponenti dell’opposizione. Per la Russia sono estremamente importanti le relazioni con la Francia...”. Specie la Francia targata Le Pen che vorrebbe sospendere le sanzioni contro Mosca. Prima di Putin, la Le Pen è stata ospite di Vjaceslav Volodin, presidente della Duma, la camera bassa del parlamento russo, dove ha dichiarato: “Siamo sempre stati contrari alle sanzioni imposte dall’Ue alla Russia, un provvedimento quantomeno stupido e ingiusto. Respingiamo la diplomazia delle minacce, delle sanzioni e del ricatto che l’Unione europea usa sempre più spesso non solo nei confronti della Russia, ma anche di paesi che ne fanno parte”. Più tardi, dopo il colloquio con Putin, ha precisato: “Io difendo un mondo multipolare. Penso che Putin rappresenti una nuova visione di un mondo nuovo, emerso in questi ultimi anni. E’ il mondo di Putin. Di Trump. Di Modi in India. Coi loro paesi condivido una visione di cooperazione e non di sottomissione”.

Davvero è stato un incontro a sorpresa? L’entourage di Marine Le Pen e il Cremlino hanno cercato di accreditare la tesi della casualità. Però, proprio il giorno prima dell’improvvisata, un diplomatico accorto come il ministro degli Esteri Sergej Lavrov ha detto che Marine Le Pen non era una “populista”, bensì una “realista” e una “antimondialista”. Strana coincidenza. Semmai, è stata una mossa elettorale ben calcolata, con l’avallo (e/o la regia?) di Putin: sfruttare il palcoscenico russo per valorizzare la caratura internazionale della Le Pen. Nel menu ristretto del colloquio, conosciamo l’antipasto: la lotta contro il terrorismo. La ricetta? “Unire le forze nel combatterlo”, ha rivelato Putin. Il resto del menu è assai vago. Hanno parlato dei fondi per l'attuale campagna elettorale? Il Cremlino nega. Nel 2014, la Le Pen aveva ricevuto un prestito di 9 milioni di euro dalla First Czech-Russian bank, poi fallita. Il Front National dovette rimborsare i suoi creditori. Un’operazione opaca che alimentò sospetti di collusione con Mosca.

Fonte: ilfattoquotidiano.it

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