Al marito la carriera politica, a lei i quattrini Mme Clark - Sempre un passo indietro al consorte e “donna di casa”: ma con lauti stipendi

FAIDA PER L’ELISEO Parigi

PARIGI. Come la regina di Itaca cantata da Omero, la britannica Penelope Clark da Llanover, Galles, sposata Fillon dal 28 giugno del 1980, sessant’anni portati con signorile distinzione, coltiva da sempre la discrezione, è fedele, astuta, e ancora bella. La moglie di Ulisse tesseva la tela di giorno e poi la disfaceva di notte, per evitare di scegliere il pretendente alla sua mano. La moglie di François, per trentasei anni, ha tessuto con analoga pazienza la carriera del marito senza offuscarne l’immagine, incoraggiandone - nell’ombra - le ambizioni, pilotandolo tra le procelle politiche fin quasi dentro il porto dell’Eliseo. Penelope madre di Telemaco, (poi anche di Poliporte e Arcesilao), dicono avesse gli occhi color del cielo. Ma anche la Penelope, cinque figli, soprattutto moglie del candidato della Destra francese alle presidenziali, ha occhi profondi d’azzurro...e ti viene da pensare che solo marinai coraggiosi e spregiudicati come Ulisse, nell’Odissea, e oggi François Fillon, si sono inoltrati nei loro sguardi.

In un vecchio ed apologetico articolo apparso sul quotidiano Le Parisien il 19 dicembre del 2002, la giornalista Myriam Levy descrive Penelope moglie di François Fillon, allora rampante ministro agli Affari Sociali, Lavoro e Solidarietà (sarebbe divenuto premier con Sarkozy nel maggio del 2007), come una donna estremamente discreta, tutta casa e famiglia. Al massimo, è la stessa Penelope a dirlo, “mi reco al ministero il lunedì mattino per portare la posta che arriva a casa nostra destinata ai suoi collaboratori”. Avvocato, Penelope Fillon non ha mai esercitato, perché “con un padre che non c’è mai, bisogna che ci sia qualcuno che si occupi dei figli”. Nell’articolo si riporta anche l’opinione del marito: “Mia moglie è la mia più grande critica”. Nulla le scappa. Conosce la materia tanto quanto lui. Però, fare carriera in politica non se ne parla: “Non ci ha mai pensato”. Da vera british, diceva che la politica non era la sua tazza di thé.

Però i quattrini della politica li incassava, eccome: certo, con la discrezione e l’eleganza che la caratterizzava. A spese dei contribuenti, ça va sans dire...Già dal 1998, ha rivelato Le Canard enchainé, Penelope prendeva un lauto stipendio come assistente parlamentare di François e del supplente Marc Joulard, guai a dirlo in giro. Anzi, il marito se la pigliava con quei “voyeurs” che spiavano i conti dei parlamentari. E lei, zitta. Con quell’aria di gran dama che affianca il marito famoso. Unico neo: “I francesi pensano d’essere superiori agli altri, ma io sto bene in Francia, non ho nostalgia del Galles...”. Di sicuro dei francesi ha apprezzato la generosità (a loro insaputa). Quella del miliardario Marc Ladreit de Lachardière, proprietario del mensile La Revue des Dueux Mondes, addirittura mirabolante: 5mila Euro al mese per non scrivere nulla. “Riflessione strategica informale”, ecco il suo impegno. Ha lesinato le comparsate tv durante la campagna presidenziale di François, dove è apparsa come madrina del movimento “Le donne con Fillon”, mentre la giornalista Levy è diventata consulente di Fillon. Tutto congiura per Penelopexit.

Fonte: ilfattoquotidiano.it

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