Macron! Macron! President!

FAIDA PER L’ELISEO Parigi

La cover di Sting scatena la folla del Carrousel du Louvre, Englishman in New York non è casuale, stasera che Emmanuel Macron è diventato l’8° presidente della V Republique, perché racconta di un “perfetto straniero” a New York, “sii te stesso, non importa cosa dicono gli altri”, e la New York di Sting potrebbe essere anche Parigi, anzi è adesso proprio Parigi, “se le maniere fanno l’uomo, come qualcuno ha detto/allora lui è l’eroe del giorno”, Macron! Macron! President! gridano tutti, la festa impazza nel cortile reale del Louvre, c’è di tutto, coppie mature e ragazzini, studenti e pensionati, attivisti e turisti che magari sono usciti dalla mostra di Vermeer e si sono infilati nel Carrousel, e così poter dire un giorno che loro c’erano quando Macron asfaltò Marine Le Pen. Sotto il grande palco, gli occhi fissi sullo schermo gigante – come in un concerto, e lì accanto, la Pyramide di vetro, la coreografia è struggente come solo in queste occasione succede a Paris… – le bandiere tricolori sventolano al ritmo della musica, vedo ragazzi commossi e felici. Vedo gente di ogni razza che agita la bandierina francese in quel modo vorticoso che è diventato il marchio di fabbrica durante i meeting del movimento En Marche!: c’è la fierezza di un patriottismo “che non è malato di razzismo e di odio”, quasi grida una ragazza alta e bella, già che c’è si fa un selfie.

Intanto scorrono le percentuali del ballottaggio sullo schermo gigante, e pure le immagini della Le Pen e dell’alleato Nicolas Dupont-Aignan, quello di Francia in Piedi: un buu spontaneo accompagna la scena trasmessa in diretta dalla tv, e il Carrousel diventa come lo Stade de France, poi il buu si trasforma in applauso perché appare un dirigente di En Marche!, chiedo il nome nessuno lo sa però l’hanno già visto accanto a Macron. E alle 9 Emmanuel è lì. Impeccabilmente vestito di scuro – completo Lagonda, camicia bianca, un look da motivational speaker, da coach d’impresa, volutamente neutrale, volutamente eleganza naturale… Lui vuole mostrarsi al di sopra delle parti, “il presidente dei francesi, di tutti i francesi”. Non ostenta, cerca di mitigare l’immagine pericolosa che gli attribuiscono, quella di golden boy. Ha cambiato persino l’impostazione della voce. Più grave, più pacata, più ponderata. Ma sempre dinamica.

Il look ormai è divenuto un vettore delle idee. Brigitte, la moglie, non era stata la sua insegnante di recitazione, al liceo? Ma stasera Macron, l’estraneo, l’uomo venuto a distruggere i partiti e a rifondare la politica e a salvare la Francia e l’Europa, non recita.

Macron è carisma ed eloquenza – moderna, giovanile: il presidente più giovane – la ricetta del successo è in questo suo essere nuovo ma anche vecchio (il completo scuro, la cravatta al tempo di Instagram e di Snapchat). Dodici minuti, parla. Ma sono 12 minuti cruciali, di svolta: “Oggi comincia una nuova era di speranza e fiducia per la Francia”. “È un onore e una grande responsabilità” non è un cominciare banalmente, è ammettere che lo aspettano anni durissimi, però intende affrontarli senza paura. Poi: “Rispetto la decisione di chi ha avuto dubbi, mi rendo conto che il voto a cui siete stati chiamati è stato fra due estremi. Sono consapevole della rabbia, dell’ansia e del dubbio che avete espresso.

Ora mi adopererò per proteggere i più deboli, per garantire l’unità della nazione”. È ecumenico: “Dietro ogni parola che ho pronunciato ci sono volti, vite, ci siete voi. Ed è a voi che mi rivolgo. Siamo eredi di una grande storia e di un grande messaggio da trasmettere. Difenderò la Francia, i suoi interessi vitali. E difenderò l’Europa, la comunità di destini che si sono dati i nostri popoli”. Ripete spesso la parola “riunire”. Vuole rassicurare, non dividere. Ribadisce: “Voglio intessere di nuovo i legami che uniscono gli interessi europei. Rispetterò gli impegni presi”. Ricorda la “lotta” per il clima. La lotta contro il terrorismo, “battaglia senza debolezza”. Gli piace insistere sul fatto che con lui si “apre una nuova pagina, di speranza e fiducia. Non mi lascerò fermare da niente e nessuno. Mi batterò con tutte le mie forze e costruiremo un futuro migliore”. Ringrazia Hollande. Vuole “ritrovare” l’ottimismo. Dicono che la prima a congratularsi con Macron sia stata la rivale Le Pen. Emmanuel ha parole non di astio per lei. La festa è per tutti, c’è posto anche per chi sta dalla parte sbagliata.

Fonte: Leonardo Coen

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