El Chapo Feroce, ma impotente:la parabola del Chapo

Storie

MEXICO. Il video dura un minuto e 37 secondi. Comincia con una breve sequenza in cui si notano alcuni militari messicani a bordo di elicotteri della Marina che sorvolano la Sierra Madre, al confine tra lo stato di Chihahua e quello di Sinaloa. Poi, la scena cambia. Ecco i marines in mimetica che avanzano nella boscaglia di Las Piedrosas. Si dirigono verso una radura dove c’è un gruppo di casupole basse. E’ il loro obiettivo: il covo di El Chapo, al secolo Joaquim Guzman Loera Archivaldo, capo del cartello della droga più potente del mondo, evaso nel luglio del 2015 dal carcere di massima sicurezza di El Altiplan, grazie ad un tunnel sotterraneo dove i suoi ingegneri avevano montato dei binari su cui far correre una moto modificata per operare in situazioni di scarsa ossigenazione.

E’ il 6 ottobre. Quattro giorni prima, il latitante El Chapo aveva incontrato Sean Penn proprio a Las Piedrosas, accompagnato dall’attrice messicana Kate del Castillo, fidata amica del criminale. Vino e bistecca, una lunghissima conversazione che poi l’attore americano ha riportato in un fluviale articolo su Rolling Stones (accessibile a tutti cliccandone il sito, ndr.).

Il video documenta un blitz fallito. Le case sono state abbandonate in fretta e furia, commenta la voce narrante. Oggetti e masserizie sparpagliati lungo la veranda, magliette e mutande ancora appese ad asciugarsi. Lo squallore delle stanze contrasta con l’immagine delle fastose residenze di El Chapo. La telecamera ne mostra una. Appena entrati, a sinistra, incombe una struttura metallica piuttosto misera, sorta di armadio a vista in cui sono appese su uno stenditoio una decina di camicie piuttosto colorate. Tantissime scarpe: segno di un certo affollamento. Almeno una dozzina di persone a proteggere El Chapo.

Si nota un vistoso secchio rosso di plastica, doveva servire da lavandino. Lo spazio è angusto. Un tavolo zeppo di cinafrusaglie. Due letti. Quello a sinistra ha lenzuola pulite e due cuscini blu cobalto. Ai piedi del letto, un paio di ciabatte scure, di quelle che si usano per la piscina. Sopra le lenzuola c’è una camicia ben stirata, pronta ad essere indossata. Accanto, la custodia di un pc portatile. Un rotolo di carta igienica bianca. E un libro. Che appare al secondo 44 del video. Sorpresa: è “ZeroZeroZero”, di Roberto Saviano. L’edizione inglese. Il romanzo inchiesta sul narcotraffico internazionale, dove la parte più drammatica è quella che riguarda i cartelli criminali messicani. El Chapo legge Saviano. Non Don Winslow, l’autore de “Il Cartello”...

“Mi chiamano a tarda notte e mi avvertono: hanno trovato ZeroZeroZero, il tuo libro, nel covo del Chapo. Non ci credo”, scrive Saviano in un post su Facebook, “mi inviano il video girato dai marines messicani e lo vedo: ZeroZeroZero sul letto del Chapo. Mi sembra di tornare indietro nel tempo, quando trovarono Gomorra nel covo di Michele Zagaria, boss del casalesi...”. El Chapo è tornato in galera, il presidente messicano vuole estradarlo negli Stati Uniti ma, a quanto pare, non sembra affatto semplice, almeno questo scrive ieri il quotidiano El Universal, tra i giornali più diffusi in Messico. E‘ sul suo sito web che è apparso il video. Il boss in fuga. Il covo abbandonato. Il libro. Potrebbe essere il titolo di un film. Già. “ZeroZeroZero”, ossia avete fatto zero, non siete ancora stati capaci di acciuffarmi. Persino uno famoso come Sean Penn è stato in grado di raggiungermi, di rimanere con me parecchio tempo. Uno che Cia e Fbi tengono d’occhio da una vita, ha vinto due Oscar, ma da sempre gioca a fare l’artista impegnato, ama prendere in contropiede la società americana, incontrando Chavez, o denunciando la guerra bugiarda di Bush in Iraq.

El Chapo è stato catturato dagli ostinati marines il 9 gennaio. Si trovava in un motel di Los Mochis, sulla costa del Pacifico, nel “suo” stato di Sinaloa. Per difenderlo e permettergli l’ennesima fuga, sono morti cinque suoi luogotenenti. Lui ha strisciato per un chilometro mezzo nelle fogne, ma è stato beccato appena è saltato fuori. Ci ha rimesso una bella infiammazione alle ginocchia. Per il resto sta bene. E benissimo sta il suo...pisello. La narconovela si arricchisce infatti di un particolare a luci rosse: El Chapo si sarebbe sottoposto ad un’operazione ai genitali per migliorare le prestazioni sessuali, giusto poche settimane prima dell’incontro clandestino con Sean Penn e Kate del Castillo. Il delicato intervento chirurgico sarebbe avvenuto in un ospedale dello Stato di Baja California, nel nord-ovest del Messico. Lo svela la Cnn (in spagnolo). La “debolezza” di El Chapo sono le donne. Ha avuto sette compagne e 18 figli, si porta appresso fama d’instancabile amatore. Forse sperava di sbalordire, lui, il piccoletto più temuto del mondo, la e apparentemente inaccessibile Kate del Castillo, celeberrima per il ruolo di Teresa Mendoza nella telenovela del 2011 “La Reina del Sur”, la regina del sud, la signora della droga. Tra lei e “don” Joaquim c’è stato subito feeling. Si sono scambiati messaggi cifrati: “Sei la cosa più bella di questo mondo. Mi prenderò cura di te più che dei miei occhi”. E lei: “Mi turba quando mi dici che ti prenderai cura di me, mai nessuno mi ha curato”. I due mariti non devono averla soddisfatta. La trama del film c’è. Sean Penn recita se stesso. Andato ad intervistare El Chapo senza block notes, e a pisciare nella giungla tremando all’idea che glielo tagliassero.

Fonte: ilfattoquotidiano.it

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