Alfabeto comune dei movimenti xenofobi Da “anti” a “terrore” così parlano tutti i populisti d’Europa

Storie

Il lessico populista europeo è costruito su un dizionario scarno, chiaro, essenziale: infatti i discorsi dei leader populisti sono strutturati da frasi brevi, scandite spesso e volentieri come slogan. Cioè facili da memorizzare. Ed elaborare: ripetute come mantra, le parole usate dai leader populisti servono a dare risposte semplici (ed insensate) a problemi complessi. Sono usate per dire alla gente – cioè al “popolo” – ciò che la gente vuole ascoltare. Mica quello che invece sarebbe corretto dire.

La tecnica oratoria è antica come il populismo. Fare cioè del “nuovo” con il “vecchio”, sfruttando le grandi paure che oggi scuotono ed incazzano i perdenti della globalizzazione: ossia “l’invasione” dei migranti, la povertà del ceto medio, la disoccupazione (in particolare quella dei giovani), i rimescolamenti ideologici.

La paura sociale, dicono gli analisti politici, si fonda sulla stentata crescita economica, sulla stessa identità culturale (l’assedio etnico), sulla sicurezza messa a dura prova (il terrorismo). Il populismo incita al nazionalismo, al “no”, alle chiusure delle frontiere, alle “patrie” (e alle “matrie”). La strategia politica è al tempo stessa ambiziosa – vedi Brexit – e rivoluzionaria (si fa per dire), perché il loro obiettivo è scardinare il Potere, sostituirlo. Con la democrazia “illiberale”. Quella di Putin. E di Erdogan.

A Come “anti”: prefisso comune a tutti i movimenti e partiti populisti. Ma anche come “adozioni gay”, babau delle destre e quindi di gran parte dei populismi. A come “asilo politico”, osteggiato da Lega, Front National, soprattutto dall’Alternativa per la Germania (Adf) di Frauke Petry, che su questo tema “chiede il conto alla Merkel”. A come alfiere della cristianità (l’ultima mossa di Putin per (r)aggirare l’Occidente.

B. Brexit: ossia il trionfo degli anti-Ue, cioè di chi è contro “l’ipercapitalismo transnazionale” (Marine Le Pen, Salvini). Contro Bruxelles (in prima fila Vlaams Belang, i fiamminghi che lottano contro la Vallonia francofona). B, come burkini, da vietare. B, come buonismo: basta con questa parola insulsa, basta col politicamente corretto (Le Pen, 3 settembre).

C. Casta. Corruzione. Complottismo. Clandestini. Crisi: colpa delle grandi centrali finanziarie transnazionali (echi di ideologie nazifasciste). Crescita eurozona: inconsistente. La grande balla dei poteri centrali.

D. Detassazione. Demonizzazione (degli avversari). Droni: gli strumenti occulti del potere globale. Decostruzione: ovvero, la spirale del declassamento.

E. Euroscetticismo. Europa fossa delle nazioni. Euro, nemico dell’indipendenza economica. Evasione fiscale: tutti dicono di combatterla, nessuno lo fa seriamente.

F. Fertility day. Frontiere: da ripristinare (in dispregio della convenzione Schengen). F come Fascismo immaginario: l’accusa fasulla nei confronti dei populismi (interpretazione complottistica di ogni evento populista). F come Flessibilità: l’immane tragedia della “non occupazione”. F come Fico: inteso come Robert, leader nazionalista slovacco.

G. Gay (intolleranza verso...). Grecia=Grexit. Gommoni. Grande Fratello (non quello, amato, della tv, ma quello, odiato, del controllo totale ipotizzato da Orwell in 1984).

H. Hitler. Lui sì che...Revival Mein Kampf. Revisionismo storico che viene contrabbandato spesso e volentieri da qualche leader populista dell’Est.

I. Internazionalismo (basta con l’). Isolazionismo (soluzione auspicata in Slovacchia, Ungheria). Islam: il Grande Nemico. Isis, il braccio armato dell’Islam. Infiltrazione (quella dei profughi).

J. Jihadisti.

L. LGBT: Lesbiche, Gay, Bisessuali, Transgender. Cioè la degenerazione etica figlia della globalizzazione, nemica dei valori tradizionali e cristiani.

M. Migranti. Muro/i: da ripristinare. Marò (vittime dell’incapacità diplomatica italiana). Moschee: guai a costruirne di nuove, sono covi del terrorismo islamico, lì si predica la morte dell’Occidente. Musulmani: saranno 50 milioni nel 2030. Mafia.

N. Nazionalismo: ultimo baluardo contro l’infame globalizzazione e la morte della nostra cultura.

O. Olimpiadi. A Roma? Meglio a Milano (Lega). A Parigi? No: è un progetto capitalista (FN).

P. Putin. Il mentore. L’amico. L’alleato strategico. Colui che si batte per il primato assoluto degli interessi di Stato e del predominio della geopolitica. Che si oppone agli interessi tra nazioni. Ma anche “bancomat” dei nazionalisti d’Europa per far implodere l’Europa. P come Precariato: malattia infernale della globalizzazione. P come Politica: diventata marketing.

Q. Qatar: esempio della rapacità e dell’ipocrisia islamica.

R. Razzismo. Ritorno alle origini.

S. Siria (prove di terza guerra mondiale, scontro tra civiltà, dietro ci sono gli interessi delle multinazionali del petrolio). S come Scie chimiche: ciò che nessuno vuol rivelarvi. S come Sedotta (la Lega dall’impero di Putin). S come Sanzioni contro la Russia, ingiuste (tutti i populisti lo dicono).

T. Terrorismo. Soprattutto islamico. Quando un terrorista è cristiano (vedi Norvegia), è figlio della deriva sociale provocata dalla crisi delle ideologie e dalla globalizzazione.

U. Unioni civili: il male della civiltà globalizzata. Terremoto: dimostra corruzione, speculazione, malgoverno.

V. Vaccini (non sempre sono ciò che sembrano).

X. Xenofobia.

Fonte: ilfattoquotidiano.it

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