Carlos Ilich Ramirez Sanchez Carlos lo Sciacallo: torna dal passato il terrorista globale

Storie Parigi

PARIGI. Torna lo Sciacallo. Quello vero: Ilich Ramirez Sanchez - nome di battaglia Carlos, forse il più famoso dei grandi mercenari del terrorismo internazionale. Ieri è stato condannato dalla Corte d’assise francese all’ergastolo per l’attentato del 15 settembre 1974 al Drugstore Publicis, quando un uomo dal mezzanino del ristorante buttò una granata tra la folla, causando due morti e 34 feriti. In carcere dal 1994, dopo la cattura in Sudan da parte degli 007 francesi, il sessantasettenne Carlos ha già avuto altre due condanne all’ergastolo e le sconta al carcere di massima sicurezza di Poissy.

Quanto alle date, non è un errore: il processo, cominciato sedici giorni fa, si è svolto 42 anni e mezzo dopo la strage. L’accusa ha sottolineato che “tutti gli elementi di prova raccolti dall’inchiesta convergono su di lui”. La difesa ha sostenuto il contrario, perché molti dei testimoni di allora non ci sono più o non si sono presentati, protestando inoltre per la mancanza di una giuria popolare. Lo stesso Carlos ha preso la parola per mezz’ora, contestando il lavoro degli inquirenti, secondo lui boicottato da chi non voleva far luce per davvero sull’attentato di cui lui si dichiara estraneo. L’avvocato di Carlos è sua moglie Isabelle Coutant-Peyre, sposata nel 2001 con rito islamico. In un’intervista (il Venerdì, 20 gennaio 2012), Carlos ci disse: “Non ho mai detto di essere innocente”. Si è sempre proclamato un “rivoluzionario professionista”.

E’ a Parigi che decollò, diciamo così, la carriera di Carlos, con una serie di attentati (autobomba, persino un razzo lanciato il 13 gennaio 1975 contro un aereo di El-Al ad Orly, fortunatamente mancato), sino all’uccisione di due ispettori di polizia e del loro informato, Michel Wahed Moukharbal. In quei mesi Carlos si conquista la fiducia di Wanni Haddad, ex dirigente e comandante militare del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina (FPLP) dal quale era stato espulso nel 1973 perché con le sue azioni aveva provocato l’espulsione dell’Olp dalla Giordania. Haddad aveva reagito mettendo in pied un’organizzazione ancora più radicale, con la sigla (ambigua) di FPLP-Operazioni Esterne e Carlos era diventato il suo luogotenente in Europa.

Chi seguiva le sue piste, le trovava intrecciate al Kgb, ai servizi di Berlino Est e di Praga; quando si mise in proprio, formando il gruppo Separat (che però tutti chiamavano Grupo Carlos), ingaggiò alcuni terroristi tedeschi che avevano avuto a che fare con la Raf. Le Cellule Rivoluzionarie di Francoforte operavano in clandestinità e conducevano azioni armate: erano in stretto contatto con Waddi Haddad e a sua disposizione, grazie a Wilfried Boese e Johannes Weinrich. Tramite loro, viene coinvolto anche Hans Joachim Klein per partecipare alla più ambiziosa operazione mai osata da Carlos, su ordine di Haddad: la presa d’ostaggi dei ministri dell’Opec a Vienna, alla fine di dicembre del 1975. I paesi arabi produttori di petrolio avevano deciso di chiudere il rubinetto finanziario che alimentava la galassia palestinese e questa stava asfissiando lentamente. Waddad decise che era venuto il momento di ricordare ai paesi fratelli i loro doveri internazionalisti (tasto cui Carlos era molto sensibile, suo padre era stato uno dei fondatori del partito comunista venezuelano). Ma ualcosa andò storto. Tre uomini rimasero uccisi: un impiegato dell’Opec, un poliziotto austriaco, una guardia del corpo irachena. Nella sparatoria Klein restò gravemente ferito. Carlos si prodigò per liberare gli ostaggi, in particolare lo sceicco saudita Yamani. Un favore in cambio, dissero, di 50 milioni di dollari...

Carlos ruppe con Haddad. Si mise in proprio. Nel 1980 rischiò di finire nelle mani della Special Branch di Scotland Yard. I biritannici trovarono il suo covo. Dentro, armi, documentazione su personalità ebree inglesi. E una copia del The Day of the Jackal di Frederick Forsyth. Così fu forgiata la leggenda dello Sciacallo. Che il 17 luglio 2013 accetta di fare da testimone, con il controverso umorista Dieudonné, al matrimonio gay in prigione di due detenuti, Alfredo Stranieri detto l’assassino dei piccoli annunci (4 omicidi) e Germain Gaffe, uno che aveva ucciso e decapitata una persona nel 1997.

Fonte: ilfattoquotidiano.it

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