Formidabili quei 30anni

Auto

A VARESE si è appena chiusa una piccola bella mostra dedicata all’estetica della velocità: la pittura rombante di Balla, Boccioni, Carrà, Severini e Sironi, il dinamismo come metafora delle idee in movimento, dunque vessillo del progresso. In verità, con questa esposizione si celebravano i cent’anni della rivista “Poesia”, fondata a Milano nel 1905 da Filippo Tommaso Marinetti e divenuta ben presto palestra espressiva del movimento futurista. Nel 1909 Marinetti pubblica sul Figaro del 20 febbraio 1909 il Manifesto del futurismo. Al punto 4 annuncia “che la magnificenza del mondo si è arricchita di una bellezza nuova; la bellezza della velocità. Un’automobile da corsa col suo cofano adorno di grossi tubi simili a serpenti dall’alito esplosivo… un’automobile ruggente, che sembra correre sulla mitraglia, è più bella della Vittoria di Samotracia”. Al punto 5 confessa: “Noi vogliamo inneggiare all’uomo che tiene il volante, la cui asta ideale attraversa la Terra, lanciata a corsa, essa pure, sul circuito della sua orbita”.

A Bologna, in questi giorni, si festeggiano invece i trent’anni del Motor Show, la prima manifestazione legata al mondo dell’automobile, della moto e della velocità in cui abilmente il patron Alfredo Cazzola ha saputo miscelare fiera e motori, spettacolo e sport, trasformando il Salone in una kermesse da un milione di visitatori. Un successo clamoroso e un fenomeno di massa che Marinetti avrebbe apprezzato, studiato, perfezionato. Perché al Motor Show si perpetua il mito dello “slancio in avanti”, perché auto e moto in quanto “oggetti del desiderio” sono esibiti come opere d’arte ma anche come strumenti della mobilità quotidiana; perché qui si analizza il complesso, affascinante e inquietante rapporto tra uomo e macchina, tra ambiente e macchina, tra i sogni che i motori stimolano nell’immaginario collettivo e gli inincubi che il loro abuso provocano: traffico, inquinamento, consumi esasperati, deregulation industriale.

L’idea vincente del Motorshow è semplice: mostrare le auto e le moto simulando il loro contesto naturale. La gente non viene a vedere e basta. Prova l’auto del cuore. La velocità non è soltanto quella indicata sui depliant: è quella delle sfide tra campioni e campionissimi di moto e rally.

Quest’anno, per esempio, sono annunciati Valentino Rossi, Max Biaggi, Marco Melandri, Marc Higgins, Troy Bayliss, Kenny Bertram, Nicolas Bernardi, Nelson Angelo Piquet, figlio di Nelson; Valentino parteciperà al Findomestic memorial Bettega con quattro squadre ufficiali del mondiale rally al via: sarà al volante di una Subaru Impreza Wrc; il rivale Loris Capirossi esordirà alla guida di una Seat Leon, nella gara delle vetture che hanno partecipato al Mondiale Turismo.

Mescolare le carte, rovesciare i ruoli, confondere le acque: tutto contribuisce a rendere ancora più intrigante lo spettacolo: in questo c’è molta America e poca Europa, ma il pubblico apprezza e affolla le tribune, l’entusiasmo degli spalti contagia gli attori, cioè i corridori, così che le sfide non sono esibizioni ma duelli veri. L’adrenalina scorre a fiumi, sul circuito della Lonsdale Arena, luogo delle emozioni più forti. Gli organizzatori ben lo sanno ed infatti sono i primi a diffondere i numeri più significativi. Per la realizzazione dei tracciati di gara (in totale 10 chilometri di lunghezza e 5000 metri cubi di terra trasportati da 400 camion) saranno impiegati un chilometro di barriere di cemento, un altro chilometro di presse di paglia, 20mila pneumatici. Il programma prevede 39 ore di gare ed esibizioni, 45 ore dedicate ai test drive con 11 case impegnate, 319 vetture e 280 piloti. Bisogna agire in grande per ottenere risultati ancora più grandi.

Però non bisogna mai cullarsi sugli allori. Bisogna immaginare il futuro. Il domani del Motor Show è raccogliere la difficile e pesante eredità del Salone di Torino. È recentissimo il riconoscimento di Salone italiano dell’Automobile, vetrina che negli ultimi tempi si era appannata e le cui luci si erano purtroppo quasi spente. La vitalità di Bologna è il viagra necessario per ridare energia e svecchiare un’istituzione infiacchita dalle vicende Fiat. Lo stesso Cazzola aveva già preso in mano la gestione del Salone di Torino e ne aveva capito la grave malattia: «Bologna è la gioventù, è l’auto che verrà». Già quest’anno l’auto che verrà vuol dire 115 anteprime, delle quali 9 mondiali e 6 europee.

Le case automobilistiche vanno dove c’è più vitalità: al Motor Show si sono messi in fila 37 marchi, compresa la monumentale ed aristocratica Bentley. Concept car, nuove motorizzazioni ma anche grandi ritorni: come quello della Fiat con la Panda Cross e il Suv 4x4 che rientra nel settore dei fuoristrada giusto trent’anni dopo lo storico e rimpianto congedo della solida (ma avida di carburante) Campagnola. Roba di quando l’Italia correva in Seicento.

I primi ad afferrare la svolta sono stati i carrozzieri: «La mostra dei prototipi quest’anno si rivolge proprio ai giovani, curiosi per natura, desiderosi di comprendere come nasce un’automobile e in quali direzioni se ne prefigura il futuro. Avvicinare i giovani al mondo del design in modo accattivante è innanzi tutto un’operazione culturale, significa coinvolgerli e responsabilizzarli sempre più nella scelta e nell’utilizzo intelligente di un mezzo di trasporto che coniuga emozione e razionalità», si legge in un comunicato del Gruppo Carrozzieri Anfia. Trasformare la progettualità legata all’automobile e a quello che le sta attorno in un laboratorio permanente dell’estetica è un obiettivo ambizioso, ed è anche il ritorno di un made in Italy che ritrova il luogo ideale per presentare le sue invenzioni e per non scialare le sue infinite risorse.

Fonte: La Repubblica

GUARDA ANCHE

Salone di Ginevra 2016 7/3/2016

TRA SFIDUCIA E OTTIMISMO
Continua a leggere

L’Aston Martin e 007 Due fabbriche dei sogni 3/12/2008

Auto e cinema da sempre una coppia perfetta. E così nell’ultimo 007 “Quantum of Solace” si rivede la classica Aston Martin ma spunta anche la Ka
Continua a leggere

Così l’auto è diventata “sinistra” 3/12/2008


Continua a leggere

Compleanno Land Rover. Fuoristrada per sempre 28/6/2008

Sconfitte e rivincite, 60 anni da Land
Continua a leggere