Compleanno Land Rover. Fuoristrada per sempre Sconfitte e rivincite, 60 anni da Land

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Come in un romanzo ottocentesco di Dickens, la vicenda della Land Rover è una straordinaria epopea di destini incrociati, di successi sconfitte e rivincite, di simboliche rivalse e di orgogliosi sussulti. Una trama sostanziosa spalmata in appena sessant'anni di vita per la jeep più famosa (ed affidabile) del mondo.

Tutto cominciò nella primavera del 1948, il 30 aprile, quando la Rover presentò al Salone di Amsterdam una camionetta-jeep semplice, piccola, estremamente robusta e funzionale, innovativa per le soluzioni adottate. Linee spigolose, ma simpatiche. Fiancate dritte, solide. Dimostrò subito di affrontare ogni difficoltà, e di superare ostacoli apparentemente insormontabili. Sembrava invincibile. Ebbe un successo strepitoso.

Era nato un nuovo mito contemporaneo, un'icona dell'automobilismo che non ha mai conosciuto il tramonto: la 4x4 "pura e dura" della Land Rover è arrivata alla quinta generazione, un classico che scavalca mode e tempo. Tre quarti delle Land Rover costruite dal 1948 ad oggi - un milione e 300 mila - continuano a circolare tranquillamente. Qualcuno ha detto che si tratta di una speciale razza d'auto, capace di resistere all'impatto con un meteorite.

È rimasta sempre eguale a se stessa, e questa è l'altra grande ragione del suo successo. Perché, se è vero che tutto cambia nel mondo, a bordo di una Land Rover Defender ciò non avviene: si continua a star seduti come sulla panca di una chiesa. Il che è logico, in un certo senso si sta per diventare adepti di una religione discreta e appassionante: quella del fuoristradismo autentico. Il parabrezza è piatto come nel 1948, l'unica differenza è che allora c'era un listello di metallo che divideva il vetro in due parti, oggi no.

L'idea e lo sviluppo del progetto industriale fu dei fratelli Spencer e Maurice Wilks, il direttore tecnico dell'azienda britannica. Maurice utilizzava a quei tempi nella sua fattoria una jeep Willys acquistata nell'immediato dopoguerra. Maurice capì che un tale veicolo utilitario a quattro ruote motrici aveva un grande potenziale: bastava migliorarlo e trasformarlo in un mezzo ibrido, buono per usi militari e, soprattutto, civili. I due fratelli realizzarono nel 1947 un prototipo, in alluminio: l'acciaio era ancora raro nella Gran Bretagna dell'immediato dopoguerra flagellata dai razionamenti postbellici. Il progetto venne battezzato "Land Rover". I test furono positivi. Un anno dopo, la Rover sfornava i primi modelli. Le ordinazioni fioccavano, i due Wilks ebbero la certezza che la Land Rover avrebbe conquistato in men che non si dica l'inedito mercato dei fuoristrada.

Le forze armate britanniche l'adottarono, contribuendo non poco - nelle colonie africane, in India e nei paesi del Commonwealth - alla sua reputazione. La Land si vende bene, ma è la Rover che va male. I conti sono in rosso, l'azienda è comprata dalla Leyland nel 1967 che ha nel suo portafoglio anche la Triumph. Passa appena un anno ed è il turno della Leyland ad essere assorbita dalla Bmc (British Motor Corporation) che raggruppa altri marchi: Austin, Morris e Jaguar - Daimler. Nasce così la British Leyland che nel 1970 lancia la bella e sontuosa Range Rover, antesignana delle 4x4 di lusso. L'idillio dura appena cinque anni: la crisi del petrolio e gli aumenti salariali colpiscono l'industria automobilistica britannica che vacilla sot- La storia dei "4x4" inglesi più famosi del mondo. Da una camionetta robusta e funzionale alla Range. E ora tocca alla Tata Fuoristrada persempre to i colpi della concorrenza giapponese.

Nel 1975 British Leyland viene nazionalizzata per evitarle la bancarotta: nel marasma, si salva la Land. Non perde né clienti né anima. Anzi. Nel 1978 la Land Rover si emancipa dalla Leyland, ma il gruppo finanziario che la sostiene non è all'altezza del marchio. Tanto che Margaret Thatcher, nel 1988, decide di privatizzarla. Si forma l'Austin Rover Group, che fa capo alla British Aerospace. Nel 1989 la Land ha i mezzi finanziari per sfornare la Discovery e controbattere l'offensiva del Sol Levante.

Ma è un sollievo momentaneo. Bmw compra il gruppo Austin Rover nel 1994, l'anno dopo è prodotto il Freelander, il modello più abbordabile della gamma Land Rover. Tuttavia nel 2000 Bmw vende il gruppo Rover alla Ford, senza la Mini. Il resto è cronaca di queste ultime settimane. La Ford, in crisi, cede la Land Rover e la Jaguar agli indiani della Tata. L'antica colonia inglese si accaparra due gioielli storici della corona britannica. In particolare, la Land Rover - coi suoi cinque modelli in catalogo, tra cui la Land originale chiamata ora Defender - è in pieno boom. Nel 2007 ha venduto 226 mila pezzi, superando quota 4 milioni di esemplari prodotti. E lo sfizio di continuare a dotare l'ultimo Defender con due componenti originali della prima Land Rover: il tappo dell'olio e una galloccia di fissaggio del telone.

Fonte: La Repubblica

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