Rossoneri comunque

Rossoneri comunque

Venticinque tifosi raccontano il loro Milan

Rossoneri comunque – la prima antologia milanista – sfata tale odioso assioma, peraltro perpetuato dal recente (e deprecabile) Basta perdere. E dimostra, una volta per tutte, che anche i milanisti sanno andare oltre il tifo. Ricordando. Fantasticando. Rossoneri comunque raccoglie la testimonianza di venticinque tifosi milanisti. I curatori sono Davide Grassi e Andrea Scanzi. Il capitano, il «10» insostituibile (men che meno da Mazzola), è Gianni Rivera. Dietro di lui, a proteggerlo, Giovanni Lodetti. In panchina, Arrigo Sacchi. Poi, in ordine alfabetico: Alessandra Bocci, Leonardo Coen, Massimo Coppola, Stefano Davidson, Franz Di Cioccio, Luca Di Giuseppe, Franz (per una volta senza Ale), Gaspare (per una volta senza Zuzzurro), Gianluca «Dejan» Gori, Michele Mari, Giulio Nascimbeni, Edoardo Nesi, Umberto Nigri, Giacomo Papi, Gian Luigi Paracchini, Giuseppe Picciano, Mauro Raimondi, Gianluca Sirri, Fabio Treves. La prefazione è di Enzo Jannacci, milanista splendido. Come Beppe Viola, al quale è dedicato il libro. Ognuno ha raccontato la sua storia, la sua follia, la sua memoria. Talora, la sua dissidenza. Rossoneri comunque è un’antologia di ricordi che spiega le ragioni, non solo affettive, del perché sia bello essere milanisti. La classe operaia va in paradiso, non certo alla Pinetina. La classe (e gli esteti) vanno a San Siro, non certo per vedere l’Inter.



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