La morte del maestro: i misteri di casa Guttuso

La morte del maestro: i misteri di casa Guttuso

Mai più a Palazzo del Grillo

« Passeremo con la forza del Partito. » Tonino Tatò che fu il braccio destro di Enrico Berlinguer è perentorio: rassicura Marta Marzotto che dal 26 settembre 1986 non riesce più a vedere il suo Renato Guttuso.

L'ultima volta che lo ha sentito è domenica 5 ottobre, una telefonata accorata da Porto Ercole prima di rientrare a Roma dove, alla clinica Villa Margherita, sono ricoverati il pittore e la moglie Mimise. Il Maestro soffre d'un tumore. Mimise Dotti ha il diabete. Tatò vede Marta disperata, la sente ripetere più volte l'appello di Renato: « Marta Martina cattiva dove sei stata, dove sei stata? Qui nessuno mi dice niente... corri, corri, stringo i denti fino a farmi male ». Tatò ascolta, forse con imbarazzo. Promette il suo aiuto. La contessa Marzotto non ne saprà più nulla. Per lei il por-tone barocco dello studio di Palazzo del Grillo, dove ogni giorno entrava alle 10.30 in punto e usciva alle 13.45 per ritornarci nel pomeriggio, resterà chiuso per sempre. L'ex segretario di Berlinguer non sarà l'unico al quale si rivolgerà Marta. Anche perché neanche con l'aiuto della polizia, che il 7 ottobre la ha accompagnata fin sulla soglia del Palazzo, ha potuto rivedere Guttuso. Ma gli sforzi della Marzotto non approderanno a nulla: così in lei si fa forte la convinzione che il Maestro è « sequestrato » ...



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