Trappola ad alta quota, in cento bloccati sul Bianco Guasto ai cavi, alpinisti e turisti costretti nelle cabinovie. Nuvole e buio fermano i soccorsi. A decine salvati con le funi

Cronaca Monte Bianco

Decine di cabine sospese nel vuoto, sopra il ghiacciaio del Monte Bianco, tra la stazione dell’Aiguille du Midi (3842 metri di quota) e Punta Helbronner (3462 metri). Zeppe di turisti, di alpinisti e di famigliole in gita sui ghiacciai del Monte Bianco. Solo che le cabine sono bloccate. Un guasto improvviso. Un guasto che non si riesce a riparare. In trappola almeno 110 persone. Ondeggiano nel vuoto, le cabine che sorvolano il celebre Mare del Ghiaccio, perché il vento è forte. I tecnici francesi non riescono a rimettere in servizio la cabinovia. Il vento ostacola i soccorsi. Così, cala la sera. E il buio. Intrappolati nella notte, sopra i ghiacci del Monte Bianco, decine di passeggeri hanno vissuto ore di terrore.

Perché i soccorsi sono parcellizzati: solo una dozzina di persone l’ora riescono a mettersi in salvo. Alle dieci di ieri sera, sessanta persone sono state messe “in sicurezza”.

Il buio non facilita le cose, nonostante l’impegno dei soccorritori e i mezzi dispiegati. Si tratta infatti di far scendere, con attrezzature alpinistiche, i passeggeri delle cabine, imbragandoli con “grappi” che possono trasportare tre persone per volta, calandole di almeno cinquanta metri, sino a terra, dove li aspettano le guide.

Tutto è cominciato ieri pomeriggio, verso le 16 e 30. Lo afferma Roberto Francesconi, amministratore delegato di Skyway, la società che gestisce la tratta italiana: “I francesi ci hanno chiamato a quell’ora dicendoci che avevano un guasto”.

Causato da un incidente meccanico. Cavi che si sarebbero “accavallati”, forse a causa del forte vento (ma è un’ipotesi tutta da verificare). I tecnici d’Oltralpe possono ben poco, a causa dell’oscurità, inoltre, se per davvero i cavi si sono accavallati, sarà necessario fare intervenire le cabine di ripristino.

Nel frattempo, la situazione precipita. Lo spavento iniziale si trasforma in paura. Ai passeggeri bloccati, via radio, avevano detto che era un inconveniente da poco. Col passare delle ore, i passeggeri si rendono conto che la loro situazione è ben diversa. Per fortuna, acqua e coperte non mancano e sono costantemente in contatto coi soccorritori.

Ma l’incubo resta. La gendarmeria di Chamonix ha deciso di intervenire per evacuare le persone, utilizzando tre elicotteri, francesi e svizzeri, ai quali si è aggiunto quello della Protezione civile valdostana decollato dall’aeroporto Corrado Gex di Saint-Christophe (Aosta). Le persone tratte in salvo sono portate alla stazione di Punta Helbronner, quindi condotte a Courmayeur in funivia.

I francesi proseguono verso Chamonix con un servizio di autobus organizzato da Skyway. Tra i tanti ancora bloccati qualche avvisaglia di angoscia è iniziata a farsi sentire all’ora del tramonto, con la prospettiva di trascorrere la notte appesi a dei cavi, in preda a raffiche di vento. La struttura è ben collaudata, costruita negli anni Cinquanta e collega Punta Helbronner a Chamonix, con un viaggio di 35 minuti.

La differenza a livello architettonico e di design rispetto alla nuova Skyway italiana è evidente, ma la cabinovia panoramica del Monte Bianco ha alle spalle decenni di onorato servizio, puntuale ed efficiente. Almeno fino a oggi.

Fonte: ilfattoquotidiano.it

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