Quattro mesi a Cédric il “contadino solidale”

Cronaca AIX-EN-PROVENCE

AIX-EN-PROVENCE. “Se l’immigrazione venisse dal Nord Europa, la giustizia non agirebbe così. C’è un razzismo di Stato”, dichiara l’agricoltore Cédric Herrou, leader di Roya Citoyenne, associazione “di aiuto e di difesa”, appena il presidente della Corte d’appello delle Bocche del Rodano di Aix-en-Provence termina la lettura della sentenza che condanna Herou a quattro mesi con la condizionale per “assistenza all’immigrazione clandestina”. Più una sanzione di mille Euro per l’occupazione di una stazione dismessa trasformata in rifugio di una cinquantina di eritrei.

L’accusa aveva chiesto 8 mesi, il presidente è stato più clemente: “Monsieur Herrou, la consideri una condanna d’avvertimento”, dice, rivolgendosi all’imputato. La prossima volta, è il sottinteso, rischia di finire in galera e non di tornarsene a casa, nel villaggio di Brell-sur-Roya.

Herrou è teso: “Farebbero prima ad arrestarmi subito...perché continuerò ad agire come ho sempre fatto..non arretrerò di fronte alle minacce. C’è un diritto francese che deve essere applicato dai cittadini, da me stesso, ed è il ruolo di ogni cittadino in democrazia, quando c’è inefficienza da parte dello Stato. Invito questo bel tribunale a venire nelle nostre montagne, e vedere, e stare con chi fugge, con le famiglie che hanno avuto quindici morti...”. Riceve gli applausi da una trentina di militanti dell’agguerrita Roya Citoyenne, l’ong che agevola l’espatrio clandestino dei migranti dall’Italia alla Francia. Più di mille sono riusciti a valicare la frontiera grazie ad essa, e tanti invece sono stati ricacciati indietro, o sono morti nel tentativo. Herrou è stato arrestato sei volte: l’ultima, il 24 luglio alla stazione di Cannes, insieme ad altri 156 migranti.

Per molti, il trentasettenne Herrou è un eroe dei nostri tempi, “l’uomo buono”, il campione della solidarietà in un mondo sempre più egoista. Per altri, è soltanto un provocatore. Lui preferisce definirsi “un contadino solidale”. E’ consapevole d’essere diventato una figura mediatica, perché sa che una buona visibilità rafforza i legami con altre organizzazioni; e perché non è solo. La gente fiera e generosa della valle occitana Ròia - splendida ed aspra, attraversata dal fiume omonimo che scende impetuoso dal Col di Tenda e sfocia in Liguria, a Ventimiglia, non respinge i disperati che attraversano la frontiera, ma li guida, in nome della coscienza, del Dio che sta dalla parte dei più deboli, “di una società che rispetta l’uomo e la natura”. Per questo, ora, è diventata “la vallée des rébelles”.

Fonte: ilfattoquotidiano.it

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